Papa Francesco: migrazioni, lotta alla corruzione e lotta al narcotraffico tra i temi dell’udienza al presidente della Colombia

(Foto Vatican Media/SIR)

È durato circa 28 minuti l’incontro tra il Papa e il presidente della Colombia, Iván Duque Márquez, che ha poi incontrato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato da mons. Antoine Camilleri, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati. “Durante i colloqui, che si sono svolti in un clima di cordialità, è stato espresso compiacimento per le buone relazioni bilaterali”, si legge nel comunicato diffuso dalla Sala stampa della Santa Sede: “In tale contesto è stato rilevato il contributo della Santa Sede e della Chiesa locale nel processo di pace e in favore della riconciliazione del popolo colombiano. È stata altresì sottolineata l’importanza di un dialogo costante tra la Chiesa e lo Stato per affrontare le sfide attuali della società, con particolare riferimento ad alcune questioni di comune interesse quali la tutela della vita, la lotta alla corruzione e al narcotraffico, la promozione della legalità e la salvaguardia dell’ambiente”. Infine, “c’è stato un fruttuoso scambio di vedute sulla situazione politica e sociale della Regione, con speciale attenzione alle migrazioni”.
“Tutti i colombiani hanno goduto della sua visita, dei suoi messaggi di unità e di gioia per tutto il Paese”, ha detto il presidente colombiano esprimendo “ammirazione e gratitudine” verso Papa Francesco, la cui risposta – hanno riferito i giornalisti del “pool” ammessi a seguire la visita – è stata semplicemente: “Sono un uomo”. Ad accompagnare il presidente in Vaticano c’erano la moglie con i tre figli, il fratello e le due nonne. Tutte le donne erano in nero e indossavano lo stesso velo nero corto di pizzo. Della delegazione colombiana facevano parte, tra gli altri, il ministro degli Esteri, il ministro del Commercio e l’ambasciatore della Colombia presso la Santa Sede. “Ho avuto l’onore di partecipare all’ultima riunione di Scholas”, ha detto la  moglie del presidente al Papa, che prima di congedarsi dal suo illustre ospite ha assicurato: “Continuerò a lavorare per Scholas”. Tra i doni di Duque al Santo Santo Padre, anche un’amaca color avorio, realizzata da artigiani colombiani: “Sappiamo che ha poco tempo per riposare”, ha detto nel consegnarla a Francesco. “Così mi faccio la siesta”, la risposta scherzosa del Papa, che ha ricevuto inoltre in dono un pacco di caffè, “simbolo della trasformazione dei produttori in Colombia”, ha spiegato il presidente: “È di grande qualità, glielo inviano con molto affetto”. Nel regalare, come fa di solito con i capi di Stato, il medaglione di bronzo con l’ulivo della pace – insieme ai documenti del pontificato: “Evangelii gaudium”, “Amoris Laetitia”, “Laudato si'” e “Gaudete et Exsultate”, uniti all’ultimo messaggio per la Giornata della pace – il Papa ha spiegato: “Ha due rami, che uniscono quello che era separato. Desidero che le sue mani siano come questi due rami, che uniscano la Colombia”. “Cerca quello che unisce, e supera quello che divide”, ha detto Duque leggendo la scritta del medaglione: “È il messaggio che ho sempre pensato di trasmettere ai colombiani”, ha sottolineato. “Per questo l’ho scelto”, la spiegazione del Papa.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa