Nicaragua: ieri a Managua in cattedrale una messa per i prigionieri politici

Una messa per le centinaia di detenuti politici (secondo alcune organizzazioni circa 500, secondo la Commissione interamericana per i diritti umani oltre 300) a causa della repressione governativa, a sei mesi dall’inizio delle proteste: è quanto vissuto ieri nella cattedrale di Managua. Molti fedeli, vestiti di bianco e azzurro, i colori nazionali, hanno portato le foto di alcuni dei principali prigionieri politici. Alla fine della celebrazione i presenti, tra la commozione generale, hanno alzato le bandiere, cantato l’inno nazionale e gridato slogan a favore dei prigionieri politici. Va ricordato che dalla fine di settembre il Governo ha messo fuori legge le manifestazioni antigovernative.
Di conseguenza la celebrazione, presieduta dal sacerdote padre Rodolfo López, è una delle poche occasioni per esprimere la libertà di pensiero.
Nel frattempo l’Associazione nazionale per i diritti umani in Nicaragua (Anpdh) ha emesso un nuovo bollettino sulla repressione a sei mesi dall’inizio della protesta. Secondo l’organizzazione, il numero delle vittime è salito a 528 persone; circa 4.100 i feriti, 105 coloro che hanno subito danni permanenti, 1.486 sequestrati o desaparecidos, 472 persone liberate grazie all’azione della Chiesa e delle organizzazioni per i diritti umani.

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