Caso Cappato: Casini Bandini (Mpv), “la vita umana è indisponibile”

“Il Movimento per la vita italiano sarà presente davanti alla Corte Costituzionale per sostenere insieme al Centro Studi Livatino e alla ‘Associazione Vita è’ le ragioni della dignità che fondano la indisponibilità della vita umana: la morte non è un ‘diritto’, ma un fatto ineluttabile, che esige assistenza e accompagnamento, non rivendicazioni di autonomia individualistica”. Lo rende noto la presidente del Movimento per la vita italiano (Mpv), Marina Casini Bandini.
“La questione – spiega Casini Bandini – riguarda la conformità alla Costituzione dell’art. 580 codice penale, nella parte in cui pone sullo stesso piano le condotte di aiuto al suicidio che non abbiano influito sull’autodeterminazione del soggetto gravemente non autosufficiente e il comportamento che determina o rafforza il proposito suicida. Il giudizio è stato sollevato dalla prima Corte d’Assise di Milano, con ordinanza del 14 febbraio 2018, nel procedimento penale a carico di Marco Cappato, relativo alla vicenda di Fabiano Antoniani (c.d. dj Fabo). In sostanza, è a tema la rivendicazione in termini di ‘diritto’ del gesto diretto, volontario e attuale di darsi la morte, e della collaborazione causalmente significativa di terzi in questa direzione. Se la morte diventa un ‘diritto’, sorge il dovere che qualcuno (il medico?) presti aiuto al suicidio: è la morte del diritto, della medicina, di un’autentica relazione di cura”. Il Movimento per la vita italiano, rappresentato dagli avvocati Carlo Casini e Ciro Intino, ricorda la presidente, “ha presentato un atto di intervento in giudizio per chiedere che le questioni di legittimità costituzionale siano dichiarate manifestamente infondate, poiché dalla lettera e dello spirito della Costituzione risulta la piena legittimità costituzionale dell’art. 580 c.p. In particolare, si richiamano l’art. 2 che introduce nell’ordinamento italiano i diritti umani, l’art. 3 che stabilisce il principio di uguaglianza, l’art. 32 che considera la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività (la morte è ovviamente il massimo di perdita della salute), gli artt. 11 e 27 da cui emerge il valore fondamentale della vita umana”.

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