Passionisti: p. Rungi, “prendiamo esempio da san Paolo della Croce per evangelizzare il nostro tempo e per essere concretamente vicino ai giovani”

“Prendiamo esempio da san Paolo della Croce, di cui oggi ricordiamo la festa liturgica, per evangelizzare il nostro tempo con la sapienza della Croce e parlare ai giovani con il linguaggio dell’amore misericordioso, gioioso ed attraente del fondatore dei Passionisti”. Lo ha affermato padre Antonio Rungi, delegato episcopale per la vita consacrata dell’arcidiocesi di Gaeta, nel presiedere questa mattina la solenne celebrazione eucaristica in onore del Santo, nella chiesa dei Passionisti di Itri, dove sono in corso i solenni festeggiamenti per il fondatore. Festeggiamenti che si concluderanno, domenica, 21 ottobre, con la processione con la statua del santo per le principali vie di Itri e con la messa solenne concelebrata dai passionisti della comunità del Santuario della Civita.
Nel presentare la figura del missionario del Crocifisso del secolo XVIII, padre Rungi ha evidenziato alcuni tratti fondamentali dell’esperienza carismatica di san Paolo della Croce: “Dietro l’invito della Beata Vergine Maria, che gli apparve vestita con l’abito che egli avrebbe poi indossato, fondò, nel 1720, la Congregazione dei Passionisti, vivendo per lunghi anni da eremita, fino al 1726. Questa esperienza di preghiera, solitudine e mortificazione la portò avanti, anche a Gaeta e al santuario della Civita. Una volta ordinato sacerdote, pieno di immenso amore per Gesù Crocifisso, lo fece conoscere ed amare da innumerevoli anime, soprattutto laici e giovani in formazione e in cammino”. San Paolo della Croce, ha proseguito padre Rungi, “è il santo dei giovani e per i giovani di oggi in quanto mosso da uno zelo missionario ed apostolico, di un vero amore verso Dio e verso i fratelli, che concretizzava con l’attenzione nei confronti più bisognosi nel corpo e nello spirito”. “Possa san Paolo della Croce – ha concluso il passionista – guidare i nostri giovani, come diresse san Gabriele dell’Addolorata e santa Gemma Galgani verso le alte mete della santità e della carità”.

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