Parrocchia: un “World Cafè” a Messina per conoscere pregi e difetti del web

Parlare come tra amici al bar, riflettere e confrontarsi sulle opportunità e i rischi del web. A Messina si è scelto “un modo tradizionale, ormai forse anche ‘antico’, per affrontate tematiche nuove e certamente moderne”. È con la formula del “World Cafè” che, nell’ambito del progetto “L’isola che non c’è” finanziato dalla Regione Sicilia, presso l’oratorio “Padre Annibale” della parrocchia Sacra Famiglia del Villaggio Cep, si è discusso di generazione digitale e generazione analogica. È stata ricreata l’ambientazione intima e accogliente di un bar, con dei tavolini disposti in modo libero, dotati di materiali per annotare, disegnare, scrivere e fissare le idee, oltre che di caffè e dolcetti. In ogni tavolo erano presenti un esperto e un “facilitatore” che sollecitavano l’intervento dei partecipanti, tre le domande poste e quindici i minuti a disposizione per confrontarsi; ad ogni domanda i partecipanti sono stati invitati a cambiare tavolo, così da permettere il confronto tra tutti. “L’obiettivo del World Cafè – spiega don Sergio Siracusano, parroco e responsabile del progetto – è di permettere e stimolare la conversazione informale per scambiare in maniera creativa idee e riflessioni, al fine di condividere delle conoscenze. E così è stato. La restituzione, avvenuta in plenaria, ha fatto emergere interessanti e diversi punti di vista: se l’avvento della tecnologia per alcuni sembra abbia solo portato dei benefici e per altri no. Unanime è stata la risposta alla domanda su chi dovesse ‘vigilare e proteggere’ i ragazzi dai pericoli del web: la famiglia! Ritenuta l’agenzia educativa per eccellenza – prosegue don Siracusano –, la famiglia assume un ruolo fondamentale nell’educazione dei figli, sia nel mondo reale sia in quello ‘virtuale’, un rapporto genitori/figli basato sulla fiducia e sulla comunicazione dovrebbe ridurre il gap generazionale che, a volte con i nuovi strumenti tecnologici, rischia di diventare abissale. Nonostante la paura dei rischi che si possono correre sul web, non può essere negata l’utilità di alcuni strumenti che sono ormai divenuti indispensabili, sia per i nativi digitali che per gli analogici”. Per rispondere alla richiesta di “conoscere gli strumenti di controllo per proteggere i figli nel mondo virtuale” è già pronto un incontro, che approfondirà i temi del bullismo e del cyberbullismo. Si svolgerà sempre in oratorio martedì prossimo (23 ottobre), con l’aiuto di due esperti di comunicazione – Francesco Tirolo e Giuseppe Tomasello – e sarà aperto a tutti.

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