Notizie Sir del giorno: scisma ortodossi, Conte su manovra, migranti Honduras, carceri Regno Unito, caso Kashoggi, vertice Europa-Asia, agroalimentare in Italia

Metropolita Hilarion: “È scisma”. “Non parteciperemo a nessuna Commissione presieduta o co-presieduta dal Patriarca di Costantinopoli”

È “scisma” tra il Patriarcato di Mosca e il Patriarcato di Costantinopoli. Il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, capo del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, è durissimo sulle responsabilità di chi ha portato il mondo ortodosso a questa situazione e in un’intervista rilasciata al Sir e a inBlu Radio dice: “È quanto ha scelto il Patriarca Bartolomeo stesso. Poteva scegliere di essere il centro di coordinamento per tutte le Chiese ortodosse o essere in scisma. Lui ha optato per lo scisma”. A pochi giorni dall’attuale spaccatura, che si è creata nel mondo ortodosso tra Mosca e Costantinopoli dopo la decisione del Patriarca Bartolomeo di concedere l’autocefalia alla Chiesa ucraina e la successiva decisione da parte del Patriarcato di Mosca di rompere la comunione eucaristica con il Patriarcato ecumenico, il metropolita Hilarion spiega le ragioni e i retroscena che hanno portato Mosca alla rottura con Bartolomeo e le prospettive future: “Non parteciperemo ad alcuna Commissione presieduta o co-presieduta dal Patriarca di Costantinopoli. Significa che non parteciperemo in alcun dialogo teologico nel quale sono presenti rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli che presiedono o co-presiedono”. (clicca qui)

Manovra: Conte (premier), “ci aspettano giornate impegnative”. “Confronto in maggioranza non intacca il buon lavoro che stiamo facendo”

Di ritorno a Roma, dopo aver partecipato a Bruxelles al Consiglio europeo e al vertice Asem, “lavorerò alla preparazione del Consiglio dei ministri fissato domani al fine di affrontare e chiudere definitivamente i nodi ancora da sciogliere sul decreto fiscale. Ci aspettano giornate impegnative, per proseguire nel dialogo avviato con la Commissione europea sulla Legge di bilancio”. Lo ha scritto il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, in un post pubblicato nel pomeriggio sul proprio profilo Facebook. “Il confronto, che a tratti può essere anche acceso, tra le forze della maggioranza non intacca il buon lavoro che stiamo facendo”, assicura il premier, annunciando che “andiamo avanti consapevoli della responsabilità che abbiamo – specie nei confronti dei cittadini – di non disperdere le nostre energie e di rimanere concentrati sugli obiettivi che vogliamo raggiungere per il bene del Paese”. “Guido un governo che ha finora dimostrato di saper fare squadra e sintesi e così continueremo a fare”, conclude Conte. (clicca qui)

Migranti Honduras: Guatemala al collasso. P. Verzeletti (Casa del migrante), “almeno 10mila le persone arrivate” in “conseguenza di politiche predatorie”

“Questo è il risultato di decenni di politiche predatorie di Europa e Stati Uniti verso l’America Latina e in particolare i piccoli Paesi dell’Europa centrale. La situazione in Centro America sta collassando”. Lavora a ritmi frenetici in queste ore padre Mauro Verzeletti, scalabriniano direttore della Casa del migrante di Città del Guatemala: gli squilibri e le povertà sono causate “da un capitalismo predatorio, da una mancanza di sviluppo che metta al primo posto la dignità umana. Ecco il risultato… Questo è il grido di migliaia di persone dei popoli del Centro America, compreso il Nicaragua, vittima di un modello politico ed economico superato”. Sono migliaia di disperati, in gran parte honduregni, che mercoledì e ieri sono arrivati senza sosta nelle case del migrante in diverse città. Le avanguardie stanno già entrando in Messico. “Sono almeno 8-10mila in tutto il Guatemala. Ma altri probabilmente arriveranno. La situazione – dice padre Mauro – è molto caotica. Cerchiamo di dare loro generi di prima necessità, cibo, coperte… Non è facile”. (clicca qui)

Gran Bretagna: documento dei vescovi per la riforma del sistema penitenziale

“A Journey of Hope”, un viaggio di speranza, è il documento che chiede una riforma del sistema penitenziale britannico e che è stato preparato sotto la guida del vescovo inglese Richard Moth, responsabile per la pastorale delle carceri. Il dato di partenza, scrive mons. Moth nell’introduzione al documento, è che “rinchiudiamo molte più persone di quante riusciamo effettivamente a seguire o aiutare a cambiare”. Le prigioni britanniche sono in crisi, essendo la popolazione carceraria cresciuta del 77% negli ultimi 30 anni: si registrano “condizioni di vita povere, alti livelli di violenza e autolesionismo, uso diffuso di psicofarmaci, prigionieri tenuti in cella per più di 22 ore al giorno”, denuncia il vescovo. Non solo “non è dignitoso”, ma è anche un motivo per cui “il tasso di recidive rimane inevitabilmente alto, a danno di tutta la società”. (clicca qui)

Caso Kashoggi: Onu preoccupata per la “nuova pratica” dei rapimenti di Stato extraterritoriali

“Il mondo sta sperimentando una nuova pratica, molto preoccupante, di rapimenti extraterritoriali da parte degli Stati”: lo ha detto Bernard Duhaime, capo del Gruppo di lavoro Onu sulle sparizioni forzate, riferendosi al caso del giornalista saudita dissidente Jamal Kashoggi, entrano nel consolato del suo Paese in Turchia e poi sparito. Secondo le autorità turche sarebbe stato torturato ed ucciso. Duhaime ha espresso “indignazione” a proposito dell’azione degli Stati che continua a rafforzare le sparizioni. “Sia che vengano usate per reprimere il dissenso politico, per combattere il crimine organizzato o il terrorismo – ha affermato – quando gli Stati fanno ricorso alle sparizioni forzate stanno perpetrando un crimine e una offesa alla dignità umana”. Questi rapimenti, fa notare l’esperto Onu, “accadono con o senza l’accordo dei Paesi che accolgono, e mentre in molti casi le vittime riappaiono in detenzione dopo un breve periodo di tempo, in altri casi spariscono, come nello scioccante recente caso del giornalista saudita Jamal Kashoggi”. (clicca qui)

Vertice Europa-Asia: 51 leader a confronto su “partner globali per sfide globali”. Rappresentato il 60% della popolazione mondiale

(Bruxelles) “Europa e Asia: partner globali per sfide globali”: è il titolo del 12º vertice Asia-Europa (Asem) conclusosi nel pomeriggio all’Europa Building di Bruxelles. Crescita inclusiva e connettività all’ordine del giorno del vertice che ha visto riuniti i capi di Stato o di governo di 51 Paesi europei e asiatici, i rappresentanti dell’Unione europea, il segretario generale dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean) con l’obiettivo di “rafforzare il dialogo e la cooperazione tra i due continenti in un’ampia gamma di settori, tra cui: commercio e investimenti, connettività, sviluppo sostenibile e clima, sfide per la sicurezza, come il terrorismo, la non proliferazione, la cibersicurezza, la migrazione irregolare”. I partner euroasiatici rappresentano insieme il 55% del commercio mondiale, il 60% della popolazione mondiale, il 65% del Pil globale e il 75% del turismo mondiale. Da ieri al 30 ottobre si svolge inoltre a Bruxelles il festival culturale Asia-Europa. (clicca qui)

Agroalimentare: in Italia circa 55mila le imprese gestire da under 35. Al via il Forum internazionale di Cernobbio

L’agricoltura italiana è sempre più giovane. Questo almeno è il messaggio che arriva dal Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione organizzato da Coldiretti a Cernobbio. Certo, la quota di agricoltori “anziani” è sempre significativa, ma Coldiretti ha fatto notare che “in controtendenza alla disoccupazione giovanile cresce del 5% nel 2018 il numero di imprese agricole italiane condotte da under 35 che vedono nel Made in Italy nuove e interessanti prospettive di futuro, dai campi alla tavola”. Il dato arriva da un’analisi relativa al primo semestre 2018, diffuso a Cernobbio dove, oltre al Forum, è stato aperto il “Salone della creatività Made in Italy” in occasione della consegna dei premi per l’innovazione Oscar Green. A conti fatti ad oggi in Italia ci sono circa 55mila imprese agricole condotte da giovani con meno di 35 anni. In questo modo, quella italiana è l’agricoltura al vertice in Europa per quanto riguarda il numero di giovani presenti nelle imprese. (clicca qui)

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