Migranti Honduras: suor Lidia de Souza (Pastorale mobilità umana), “più che una carovana è un esodo continuo, la metà sono donne”

Continuano a partire, nonostante le minacce che Trump rivolge a loro stessi, al Messico, ai Governi dell’America centrale, ipotizzando addirittura di inviare truppe Usa alle frontiere più calde. Il piccolo drappello che lo scorso fine settimana è partito dalla città honduregna di San Pedro Sula per cercare di raggiungere gli Stati Uniti è diventato presto una carovana, e la carovana si sta trasformando in vero e proprio esodo. È un effetto valanga quello raccontato al Sir da suor Lidia de Souza, la coordinatrice per la Pastorale della Mobilità umana della Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh). “Ha iniziato un gruppo di amici, sabato scorso – ci dice -. Erano qualche decina, quando sono partiti da San Pedro Sula. Ma la voce si è diffusa attraverso i social. Dopo un giorno, a Santa Rosa, erano già 1.200; alla frontiera con il Guatemala, a Santa Fe, hanno raggiunto le 3.500 persone”. Ma, a questa iniziale carovana, si sono aggiunti e si stanno aggiungendo molti altri migranti. “Stanno attraversando in vari punti della frontiera, come Corinto – ci dice la religiosa -, i primi a entrare in Guatemala sono già entrati in Messico. Alcuni vogliono arrivare negli Usa, altri si accontenterebbero di trovare un lavoro proprio in Messico”. Insomma, un flusso continuo, causato dalla situazione del Paese: “La povertà e la violenza sono a un livello impressionante. Molti dicono si amare il proprio Paese, ma che non ci sono le condizioni per continuare a restare qui. E’ impressionante il numero delle donne, sono circa la metà di coloro che stanno migrando, e ci sono tantissimi minori. Il Governo cerca di frenare le partenze dicendo che si tratta di un cammino molto pericoloso, ma poi non offre alcuna proposta, alcuna alternativa. Il Paese è in ginocchio, basti pensare che il maggiore ospedale del Paese non è in grado di assistere la gente, manca tutto”. La fuga, poi, è stata accelerata dalle forti piogge cadute nelle ultime settimane in Honduras: “Molti hanno perso il raccolto o addirittura la casa. E così si aggiungono agli altri che fuggono dal Paese”.

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