Giornata missionaria mondiale: card. Filoni, “due terzi degli abitanti del mondo non hanno ancora ricevuto l’annuncio di Cristo”. No a “proselitismo”

“Due terzi degli abitanti del mondo non hanno ancora ricevuto l’annuncio di Cristo”. Lo ha ricordato il card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, durante la conferenza stampa di presentazione della Giornata missionaria mondiale, in programma domenica prossima, 21 ottobre, sul tema “Insieme ai giovani, portiamo il Vangelo a tutti”. Il cardinale si è soffermato sull’importanza della “missio ad gentes”, precisando però che non si tratta di proselitismo. “Il proselitismo – ha precisato rispondendo alle domande dei giornalisti – si caratterizza per il fatto che molto spesso si presenta in una forma un po’ violenta, non solo della violenza del sangue, ma di quella violenza che si esercita come pressione che non permette all’altro di esercitare la propria libertà di scelta”. La dimensione della coscienza, per il cristiano, è sacra, ha sottolineato il porporato citando il card. Henry Newman, per il quale la coscienza “è legata alla verità, al bene e a Dio”. Di qui la necessità di “non confondere la proposta, la testimonianza, con quella forma di violenza”. “Quando si diventa aggressivi, fino alle forme più aggressive di violenza, è proselitismo”, il monito di Filoni: “Quando invece si dà testimonianza cristiana, è dare ragione della propria speranza. La fede non è mai una questione umana, ma un dono di Dio che viene dall’altro: noi possiamo dissodare il terreno, ma il seme spunta quando vuole”. All’inizio del Sinodo dei giovani, in corso in Vaticano fino al 28 ottobre, è stato distribuito un dossier sui giovani martiri uccisi a causa della loro fede, molto apprezzato dai padri sinodali. Sull’importanza della Giornata missionaria mondiale, per “risvegliare la coscienza missionaria dei fedeli”, si è soffermato mons. Giampietro Dal Toso, presidente delle Pontificie Opere Missionaria, ricordando che è un’occasione “non soltanto per pregare per le missioni e raccogliere le offerte, ma per acquisire la consapevolezza che la missione non può essere delegata a qualcuno, perché è un impegno di tutti i cristiani”.

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