Agroalimentare: 31 milioni di italiani rifiutano la spesa virtuale. Tiene anche il turismo enogastronomico

Cresce il mercato alimentare via web, ma rimane uno zoccolo duro di italiani che non hanno mai fatto la “spesa virtuale” e che, anzi, non rinunciano al contatto diretto con il commerciante oppure ancora meglio con il produttore. È l’indicazione che arriva dall’edizione 2018 del Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este a Cernobbio. Stando ai risultati dell’indagine Coldiretti/Censis presentata oggi, sarebbero 31 milioni gli italiani che non usano il web per acquistare gli alimenti. L’indagine, viene fatto notare da Coldiretti, “evidenzia una tendenza alla polarizzazione dei comportamenti di acquisto tra chi approfitta delle piattaforme web di food delivery per poter mangiare e rifornirsi senza dover uscire di casa, confinando così l’esperienza del cibo tra le mura domestiche, e chi invece non rinuncia a fare la spesa personalmente anche per  vivere esperienze che vanno al di là del semplice momento di consumo”.
“Un esempio è rappresentato – nota lo studio Coldiretti/Censis – dagli italiani che frequentano i mercati contadini. Tra chi ha fatto almeno una volta la spesa in un farmers market sono 8 milioni quelli che dichiarano di recarsi tra i banchi dei produttori anche e soprattutto per incontrare persone, socializzare e trovare occasioni di convivialità”. In questo modo addirittura in alcune realtà i mercatini hanno sostituito la funzione del bar “come luogo di ritrovo per sviluppare relazioni sociali, soprattutto nei grandi centri urbani”. Non a caso i più affezionati frequentatori dei farmers market – aggiunge Coldiretti – sono gli anziani, che nella spesa dal contadino trovano spesso una soluzione ai problemi di solitudine.
Fra le cause della “resistenza” della spesa “non virtuale”, c’è poi anche la voglia di sapere da dove viene il cibo “approfondendo la conoscenza della filiera e cercando il contatto diretto con i produttori e i loro territori”. Da qui la crescita del turismo enogastronomico. Sempre secondo Coldiretti/Censis sono ormai 38 milioni gli italiani che nel 2018 hanno frequentato almeno una volta una sagra di prodotti locali, mentre in 26 milioni hanno scelto di trascorrere appositamente le proprie vacanze in territori che ospitano eccellenze enogastronomiche. Sono inoltre 23,7 milioni i cittadini del Belpaese che hanno partecipato, secondo Coldiretti/Censis, ad eventi e serate di degustazioni di prodotti o vini, e 23 milioni coloro che hanno soggiornato almeno una volta in agriturismo.
Da tutto questo la conclusione di Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti: “Acquistare prodotti a chilometri zero è un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale”. Ma le abitudini alimentari non cambiano solo sul fronte dell’acquisto. Sempre secondo la stessa ricerca, infatti, nel 20% delle famiglie italiane è scomparsa la tradizione del pasto unico per tutti “per tutti per lasciare spazio a vere e proprie pietanze personalizzate a seconda dei gusti o delle esigenze di salute legate a diete o intolleranze”.

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