Papa Francesco: messa per canonizzazioni, Paolo VI “profeta di una Chiesa estroversa che guarda ai lontani e si prende cura dei poveri”

“È nel cuore delle loro angosce che i nostri contemporanei hanno bisogno di conoscere la gioia, di sentire il suo canto”. È partito da questa citazione di Paolo VI il ritratto di Francesco del quarto Papa del Novecento ad essere canonizzato, il terzo sotto il suo Pontificato. “La tristezza è la prova dell’amore incompiuto. È il segno di un cuore tiepido. Invece, un cuore alleggerito di beni, che libero ama il Signore, diffonde sempre la gioia, quella gioia di cui oggi c’è grande bisogno”, ha fatto notare il Papa contestando, attraverso le sua parole, la “vulgata” di Papa Montini come Papa “triste”. “Gesù oggi ci invita a ritornare alle sorgenti della gioia, che sono l’incontro con Lui, la scelta coraggiosa di rischiare per seguirlo, il gusto di lasciare qualcosa per abbracciare la sua via”, ha commentato Francesco, secondo il quale “i santi hanno percorso questo cammino”. “L’ha fatto Paolo VI, sull’esempio dell’Apostolo del quale assunse il nome”, ha sottolineato il Papa: “Come lui ha speso la vita per il Vangelo di Cristo, valicando nuovi confini e facendosi suo testimone nell’annuncio e nel dialogo, profeta di una Chiesa estroversa che guarda ai lontani e si prende cura dei poveri”. “Paolo VI, anche nella fatica e in mezzo alle incomprensioni, ha testimoniato in modo appassionato la bellezza e la gioia di seguire Gesù totalmente”, l’omaggio di Francesco: “Oggi ci esorta ancora, insieme al Concilio di cui è stato il sapiente timoniere, a vivere la nostra comune vocazione: la vocazione universale alla santità. Non alle mezze misure, ma alla santità”. “È bello che insieme a lui e agli altri santi e sante odierni ci sia mons. Romero, che ha lasciato le sicurezze del mondo, persino la propria incolumità, per dare la vita secondo il Vangelo, vicino ai poveri e alla sua gente, col cuore calamitato da Gesù e dai fratelli”, il secondo ritratto del Papa, che al termine dell’omelia ha ricordato gli altre cinque beati oggi aggiunti al novero dei santi: “Lo stesso possiamo dire di Francesco Spinelli, di Vincenzo Romano, di Maria Caterina Kasper, di Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù e di Nunzio Sulprizio”. “Del nostro ragazzo napoletano, il santo giovane, coraggioso, umile, che ha saputo incontrare Gesù nella sofferenza, nel silenzio e nell’offerta di sé stesso”, ha aggiunto a braccio. “Tutti questi santi, in diversi contesti, hanno tradotto con la vita la Parola di oggi, senza tiepidezza, senza calcoli, con l’ardore di rischiare e di lasciare. Il Signore ci aiuti a imitare i loro esempi”, l’auspicio finale.

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