Vescovi dimessi in Cile: Padri di Schoenstatt su Francisco José Cox, “profonda vergogna” e appoggio totale alla decisione della Santa Sede. Rimarrà sotto la cura della Comunità su esplicita richiesta vaticana

In seguito alla decisione di Papa Francesco di dimettere dallo stato clericale Francisco José Cox Huneeus, arcivescovo emerito di La Serena e membro dell’Istituto dei Padri di Schoenstatt, e Marco Antonio Órdenes Fernández, vescovo emerito di Iquique, l’Istituto secolare Padre di Schoenstatt ha emesso una dichiarazione, riportata anche dal sito della Conferenza episcopale cilena, nella quale si afferma di aver ricevuto la notizia “con molta vergogna per il danno causato alle vittime”. Prosegue la nota: “Solidarizziamo con loro e con la loro profonda sofferenza. Oggi, più che mai, deploriamo qualsiasi atto di abuso, che offende la dignità delle persone”. Il testo della dichiarazione è firmato da padre Juan Pablo Catoggio, superiore generale, insieme a padre Fernando Baeza, superiore provinciale. I Padri di Schoenstatt, si legge, “appoggiano senza alcun limite questa decisione presa in giustizia e verità per il bene di tutta la Chiesa”. Nel testo si precisa che gli abusi contro i minori denunciati negli ultimi mesi a carico di Francisco José Cox sono stati indagati dalla Congregazione per la Dottrina della fede e sono giunti a questa sanzione. Al tempo stesso, proprio il decreto emesso “chiede espressamente” che Francisco José Cox “rimanga sotto la cura della nostra Comunità”.

I Padri di Schoenstatt riaffermano la propria “ferma disposizione a collaborare con la giustizia ordinaria in tutto quello che ci riguardi e per questo chiederemo un parere medico per determinare se sia possibile il ritorno in Cile di Francisco José Cox”. L’ex vescovo è infatti anziano e malato: un comunicato diffuso una settimana fa dagli stessi Padri di Schoenstatt riferiva che egli, attualmente ottantacinquenne, “ha una forma di demenza senile, non è autosufficiente e dipende da cure infermieristiche”. Cox lasciò la guida della diocesi di La Serena nel 1997 e lasciò definitivamente il Cile nel 2002. In quell’anno, riferiva sempre il comunicato, la Congregazione per i Vescovi a Roma chiese all’Istituto dei Padri di Schoenstatt di ospitarlo in una delle sue case. Per questo motivo, da molti anni, risiede nella casa madre della Comunità in Germania. Oltre a diverse denunce ricevute durante il suo ministero in Cile, alla fine dello scorso anno una di esse era giunta per un episodio accaduto in Germania e risalente al 2004.

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