Vescovi dimessi in Cile: Comitato permanente dell’Episcopato, “vicinanza a quanti hanno sofferto l’abuso, perdono a nome dei vescovi e della Chiesa”

“Vicinanza verso quanti hanno sofferto l’abuso e il danno causato dai vescovi” viene espressa, in un comunicato diffuso poco fa dal Comitato permanente della Conferenza episcopale cilena, in seguito alla decisone del Papa di dimettere dallo stato clericale Francisco José Cox Huneeus, arcivescovo emerito di La Serena e membro dell’Istituto dei Padri di Schoenstatt, e Marco Antonio Órdenes Fernández, vescovo emerito di Iquique. “Per ambedue i casi è stato applicato l’articolo 21, paragrafo 2, 2° del motu proprio ‘Sacramentorum Sanctitatis Tutela’, come conseguenza di atti manifesti di abuso su minori”. I vescovi del Comitato permanente esprimono alle vittime e alle loro famiglie e comunità “perdono a nome dei vescovi e della Chiesa”: “Proseguiamo nel nostro cammino di rinnovamento ecclesiale, mettendoci a servizio del discernimento del Santo Padre, e lavorando con zelo, appoggiati da validi gruppi di laici e consacrati, con l’obiettivo di realizzare e concretizzare le nostre decisioni e impegni presi lo scorso 3 agosto”. Il comunicato si chiude con un’invocazione: “Che lo Spirito susciti pastori umili e pieni dell’amore di Dio per condurre il loro popolo”.

La nota è firmata dai quattro membri del Comitato permanente: il presidente della Conferenza episcopale cilena, mons. Santiago Silva Retamales, vescovo castrense del Cile; il segretario generale, mons. Fernando Ramos Pérez, vescovo ausiliare di Santiago e amministratore apostolico di Rancagua; il cardinale Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Santiago; mons. Juan Ignacio González Errázuriz, vescovo di San Bernardo.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa