Sinodo 2018: Corina (uditrice), “il Papa ci ha chiesto di farci sentire e di dare uno scossone”. Ruffini, “intervenuto in due interventi liberi, su temi generali”

“Questione generazionale, ruolo della donna, migrazioni forzate”. Sono questi, per Corina Fiore Mortola Rodríguez, uditrice messicana, i temi più sentiti dai 34 giovani presenti al Sinodo come uditori, che hanno avuto anche la “sorpresa” di trovarsi il Papa durante la “pausa caffè”, fin dalla prima Congregazione generale, durante la quale Francesco ha stretto la mano personalmente a tutti loro. “Siete venuti qui per dare uno scossone, datelo!”, le parole rivolte dal Papa ai giovani e riferite da Corina durante il briefing odierno sul Sinodo, in sala stampa vaticana: “E se trovate qualcosa che non vi piace, potete applaudire o non applaudire, ma se siete sicure che quello che state ascoltando potrà aiutare i giovani, fatevi sentire!”. Il Papa, ha ricordato Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, “è intervenuto due volte in due interventi liberi. Ha chiesto di parlare come gli altri padri sinodali, non gli è stato dedicato un tempo particolare”. I due interventi papali, ha aggiunto Ruffini, “sono stati su temi generali, sulle cose che l’avevano più colpito. Il Papa riassumeva il percorso sinodale di cui lui si sente parte. Vuole sottoporsi allo stesso processo di discernimento che tutta l’assemblea sinodale sta facendo”. Quanto alle domande dei giornalisti sul comportamento generale del Papa al Sinodo, il card. Juan José Omella Omella, arcivescovo di Barcellona, ha riferito che “ascolta, applaude e sorride come tutti gli altri. Guarda negli occhi la persona che interviene e chiunque sia il suo interlocutore. È un Papa che dagli occhi arriva al cuore”.

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