Lavoro: mons. Nosiglia (Torino), “la tecnologia non deve spaventare l’uomo che lavora, ma deve essere a suo servizio per il progresso”

“La comunità cristiana è chiamata a pensare e ripensarsi insieme con tutte le componenti sociali, economiche e politiche del territorio”. Lo ha detto l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, intervenendo stamani al seminario della Pastorale sociale e del lavoro “Cambiamenti a tempo indeterminato”, al Polo del 900. Il presule, consapevole che “Torino ha vissuto una delle crisi recessive più importanti della sua storia recente”, ha affermato che “una città dalla forte vocazione industriale non può rassegnarsi all’idea che il lavoro sia un fattore marginale rispetto allo sviluppo sociale ed economico”. Serve, a suo avviso, “riflettere a fondo sulle trasformazioni locali e globali per capire come accompagnare le persone e le realtà organizzate a vivere con pienezza il cambiamento”. L’invito è a guardare la “quarta rivoluzione industriale” come “una grande opportunità per ragionare sul futuro della nostra area metropolitana”. “La tecnologia – ha aggiunto – non deve far paura e non deve spaventare l’uomo che lavora; deve essere sempre a suo servizio per aiutare il progresso materiale e spirituale della nostra società”. Nelle parole dell’arcivescovo, inoltre, le ricadute della mancanza di lavoro nella vita delle persone: “Il lavoro, inteso come un valore e uno strumento che dà senso e pienezza alla vita umana, è una risorsa talmente preziosa che, quando manca, crea sfiducia e un senso di frustrazione paragonabili agli eventi più tragici della nostra vita”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa