Giornalismo di pace: card. Turkson, “la non violenza cristiana non è solo retorica antiguerra”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La pace è un bene comune e un bene pubblico: se non c’è pace in un angolo del mondo, non ci può essere pace in nessuna parte del mondo”. Lo ha detto il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, intervenendo alla conferenza internazionale sul “Giornalismo di pace”, promossa in Vaticano dal suo Dicastero insieme al Dicastero per la comunicazione. “Senza un ambiente di pace, non possiamo promuovere lo sviluppo in nessuna parte del mondo”, ha ammonito il cardinale riferendosi allo scenario attuale, caratterizzato da “un clima instabile e di conflittualità”. “La pace vera è la vera notizia”, ha detto Turkson parafrasando Paolo VI, che domani verrà proclamato santo e la cui nozione di “sviluppo umano integrale, come vero nome della pace”, resta attualissima, a 50 anni di distanza. “Sviluppo, pace e disarmo”: questo, secondo il porporato, è il trinomio che oggi occorre promuovere, sulla scorta dello storico discorso di Papa Montini all’Onu, il 4 ottobre 1965. “La non violenza cristiana – ha spiegato il prefetto – non è solo una retorica antiguerra, ma la protezione e la tutela dei diritti e della dignità delle persone: senza rispetto di ciò che ha a che fare con la dignità umana finiremo sempre per combattere, perché dietro ogni conflitto c’è un problema di dignità trascurata e di diritti trascurati”. “La non violenza cristiana non va compresa solo in termini di disarmo, ma di rispetto e tutela dei diritti della persona”, ha ripetuto Turkson stigmatizzando “l’incremento della corsa agli armamenti” da parte di “presidenti di Paesi che sono nati dopo la seconda guerra mondiale”.

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