Sinodo 2018: mons. Barron, “la questione degli abusi rientra in quella più generale della credibilità della Chiesa”

“Il tema degli scandali e degli abusi è stato affrontato fin dall’inizio del Sinodo”. A farlo notare è stato mons. Robert Emmet Barron, vescovo ausiliare di Los Angeles, durante il briefing di oggi in sala stampa vaticana. “La questione degli abusi rientra in quella più generale della credibilità della Chiesa”, ha spiegato Barron: “Se la Chiesa ha poca credibilità, come può parlare ai giovani? Vogliamo che la Chiesa sia trasparente e responsabile a tutti i livelli. I giovani vogliono la paternità e la maternità spirituale, specialmente in un’epoca come la nostra in cui le famiglie sono in crisi”. “In tutto il mondo ci sono casi di abuso”, ha fatto notare mons. Everardus Johannes de Jong, vescovo di Cariana (Paesi Bassi): “È necessario cambiare le strutture e avere più fiducia nei giovani e in noi stessi”. Bannon ha sottolineato anche l’importanza di “raggiungere le persone che normalmente non vengono da noi”: negli Usa, ad esempio, “il 40% dei giovani dicono di non avere alcun tipo di religiosità”. Rispondendo ad una domanda sulla capacità di “inclusione”, da parte della Chiesa, anche di giovani gay o lesbiche, Barron ha risposto: “Non amo molto il termine inclusione, che ha un sapore un po’ sociologico. Preferisco il termine amore”. “Siamo tutti figli di Dio: la Chiesa raggiunge tutti nell’amore, la sua capacità di accoglienza è verso tutti”, ha spiegato Bannon. “Nello stesso tempo, però – ha precisato il vescovo – la Chiesa chiama alla conversione, chiama le persone a cambiare la propria vita, muove le persone alla pienezza della vita”.

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