Sinodo 2018: Joseph Sapati Moeono-Kolio (Samoa), “siamo tutti sulla stessa canoa, i giovani con la loro forza, i vecchi con la conoscenza delle stelle”

“Siamo tutti sulla stessa canoa. I giovani con la loro forza, i vecchi con la conoscenza delle stelle”. È la metafora usata da Joseph Sapati Moeono-Kolio, giovane uditore al Sinodo, membro di Caritas Internationalis per l’Oceania, per sintetizzare la pregnanza del dialogo intergenerazionale. Nel suo intervento di ieri – “molto applaudito”, ha riferito il prefetto del Dicastero vaticano per la comunicazione – Joseph ha dato voce al bisogno di “paternità” e di accompagnamento che emerge in maniera dirompente nel mondo giovanile, ad esempio in Africa, dove “più di 500mila bambini vengono registrati alla nascita senza il nome del padre”, ha detto uno dei padri sinodali. Altro tema all’origine anche della rabbia che provano molti giovani è quello delle ingiustizie sociali, “nel campo dell’economia ma anche nella gestione della casa comune e nell’ecologia”, ha riferito Ruffini sottolineando “l’importanza della Laudato si’ nella formazione dei seminaristi”, emersa nel dibattito della seconda settimana del Sinodo, dedicata alla seconda parte dell’Instrumentum laboris. La lotta contro le ingiustizie, ha affermato Moeono-Kolio, “non è un dominio esclusivo delle nostre agenzie sociali ecclesiali, ma dovrebbe essere parte dell’ordinaria formazione dei giovani nelle scuole cattoliche e nelle parrocchie”. “Ma per insegnare giustizia e misericordia ai nostri giovani, la Chiesa dovrebbe in primo luogo ‘essere’ un luogo di giustizia e di misericordia per essi”, ha affermato il giovane uditore, che si è chiesto: “Come possono i giovani lottare contro le ingiustizie, in un mondo in cui non possono farlo nelle loro Chiese? Mi chiedo questo come persona che viene da un luogo dove gli abusi sessuali da parte del clero e la corruzione sono presenti, ma se ne si dà notizia, o perfino se si parla di esse, è un suicidio professionale e culturale”. “I giovani sono stanchi di farisei, hanno bisogno di padri”, l’appello: “Una Chiesa che si confronta con le ingiustizie tra le sue mura è una Chiesa che può levarsi contro ogni ingiustizia nel mondo. È lì che i giovani vorrebbero essere: in prima linea in questa azione, insieme con i loro pastori e i loro anziani che li guidano”.

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