Società: Caritas e Il Regno, una ricerca sulla conoscenza dei temi dell’immigrazione e la propensione all’accoglienza degli italiani

“A fronte della vitalità, oltre che della necessità, che spinge donne, uomini, intere famiglie a lasciare il proprio Paese, c’è un crescente sentimento degli italiani di paura e di sfiducia. Se è vero che gli atteggiamenti xenofobi sono diffusi in una minoranza di italiani, è altrettanto vero che la maggioranza degli italiani non è per un’accoglienza incondizionata, a partire soprattutto da un giudizio circa la fragilità delle nostre istituzioni e dalla sfiducia che il fenomeno migratorio possa essere governato”. È quanto emerge, in sintesi, da una ricerca promossa dalla rivista “Il Regno” e da Caritas Italiana, e curata dai professori Paolo Segatti e Federico Vegetti dell’Università Statale di Milano, che sarà pubblicata nel numero di ottobre della rivista diretta da Gianfranco Brunelli ed allegata al mensile “Italia Caritas”.
“Abbiamo scelto di condividere con la rivista Il Regno un’indagine sul tema dell’atteggiamento degli italiani sul fenomeno migratorio – spiega don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana -, per fornire uno strumento di comprensione delle tendenze in atto e avviare una riflessione a livello nazionale e locale, che superi la mera dimensione della contrapposizione”. “Forse c’è stato un deficit di comprensione di quanto nel Paese stava avvenendo – afferma ancora don Soddu -. Le ferite aperte da una crisi economica tardivamente affrontata – con i suoi esiti di impoverimento e di incertezza – hanno probabilmente accelerato processi di ripiegamento, di evaporazione delle reti sociali, di isolamento individuale e di enfatizzazione del sentimento della paura dell’altro”.
“Quando l’effetto complessivo della globalizzazione fa saltare i meccanismi di riconoscimento comunitario – evidenzia Gianfranco Brunelli, direttore de “Il Regno”- allora l’effetto di sfiducia diventa sfiducia nelle istituzioni. Lo Stato italiano ha un problema storico sulla solidità delle proprie istituzioni. In particolare la sfiducia nelle istituzioni, che caratterizza da sempre gli italiani, fa percepire, pure considerando analoghe difficoltà di altre nazioni europee, il fenomeno migratorio come minaccia per noi ingovernabile. Lo studio che qui presentiamo mette in luce che l’alternativa è tra nuovi modelli di integrazione da un lato e rifiuto, chiusura totale dall’altro. Nel primo caso l’immigrazione è trasformabile in risorsa, nel secondo rimane un problema. La scelta riguarda l’idea di futuro che il nostro Paese immagina per sé e, attraverso di sé, per l’Europa”. Dal 12 ottobre la ricerca integrale sarà su www.caritas.it.

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