Sinodo 2018: mons. Forte, su migranti “assenza impressionante dell’Europa”

foto SIR/Marco Calvarese

“C’è un’assenza impressionante dell’Europa nei confronti del fenomeno migratorio”. A denunciarlo è stato mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e membro della Commissione per l’informazione, rispondendo alle domande dei giornalisti durante il briefing di oggi sul Sinodo, in Sala stampa vaticana. “Eppure i migranti sono una forza preziosa, hanno consentito in tanti casi di portare avanti l’azienda Italia”, ha fatto notare l’arcivescovo a proposito di uno dei temi di cui si è discusso in Aula e nei Circoli minori. “Il clima che si respira al Sinodo è molto sereno”, ha riferito Forte, segno di “una Chiesa che si interessa, ha a cuore, ama i giovani, il loro presente e il loro futuro”. Quanto allo “sguardo dei giovani”, variegato nei cinque continenti, Forte lo ha definito da una parte caratterizzato da “slancio e generosità”, dall’altra da “una grande fatica e un bisogno di ascolto, accompagnamento e integrazione: non vogliono essere solo destinatari né soltanto dire la loro, vogliono essere protagonisti del loro presente e del loro futuro”. “Speranza e desiderio”, per Forte, sono le caratteristiche, in particolare, di molti giovani del Sud del mondo, “che sono a volte protagonisti del fenomeno migratorio e sognano un futuro migliore”. Molti giovani dell’Occidente, invece, “hanno dentro tanta paura, tanta solitudine”. È quello digitale, per Forte, “il mondo dove spesso si creano tante solitudini: l’illusione che un’amicizia digitale sia una vera amicizia porta i giovani ad essere soli. Occorre chiedersi come strapparli dalla ragnatela del web, perché ritornino alla realtà dei rapporti umani”. Tra le proposte avanzate nel corso del dibattito sinodale, ha riferito Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, figura anche la richiesta, rivolta alla comunità ecclesiale, di creare “una piattaforma digitale che connetta i giovani tra di loro”. Molto sentito anche il tema della povertà – “non si può predicare la povertà e vivere da re”, è stato detto – e dei “bambini di strada”, a cui “va restituito il diritto di una vita degna”. Nel dibattito al Sinodo – ha riferito, infine, mons. Forte rispondendo ad una domanda dei giornalisti – ha trovato posto anche il tema del celibato sacerdotale, “dato importante e prezioso per la Chiesa”.

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