Pensioni: Boeri (Inps), “con quota 100 aumenta di 100 miliardi il debito”. Penalizzati donne e giovani

Introdurre nel sistema previdenziale la quota 100 con “uscite consentite con un minimo di 38 anni di contributi e 62 di età oppure abolendo l’indicizzazione alla speranza di visita dei requisiti contributivi minimi per la pensione anticipata (a tutte le età)” porta “ad un incremento dell’ordine di 100 miliardi del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future e, già nel 2021 a un incremento ulteriore (oltre la famosa gobba) di circa un punto di Pil della spesa pensionistica”. È l’allarme lanciato oggi da Tito Boeri, presidente dell’Inps, nel corso dell’audizione in Commissione Lavoro della Camera dei deputati sulle disposizioni per favorire l’equità del sistema previdenziale. “Il ripristino di quota 100 – ha sottolineato Boeri – premia quasi in 9 casi su 10 gli uomini, quasi in un caso su tre persone che hanno un trattamento pensionistico superiore a quello medio degli italiani (e un reddito potenzialmente ancora più alto, se integrato da altre fonti di reddito)”. “Si tratta nel 40% dei casi – ha proseguito – di dipendenti pubblici che, in un caso su 5, hanno trattamenti superiori ai 35.000 euro all’anno (in più di un caso su 10, superiore ai 40.000 euro)”. “Si noti che – ha aggiunto il presidente dell’Inps – c’è una sovrapposizione importante fra la platea interessata dalle quote e quella investita dalla correzione attuariale”. “Solo nel 2019, l’introduzione di quota 100 (62 anni e 38 di contributi) potrebbe interessare circa 4.700 persone con pensioni di importo superiore a 90.000 euro annui e soggette alla correzione attuariale nel caso il Ddl 1071 diventasse legge dello Stato”. “In altre parole – ha spiegato Boeri – questi lavoratori, da un lato, verrebbero spinti al pensionamento (a volte anche involontariamente), e, dall’altro, si vedrebbero, di lì a poco tempo, tagliare le prestazioni loro appena concesse. Consiglierei perciò vivamente a questa Commissione di esaminare i disegni di legge sottoposti alla nostra attenzione assieme ai provvedimenti che confluiranno nella Legge di bilancio”.
Il presidente dell’Inps, ha poi evidenziato che sono “pesanti i sacrifici imposti anche ai giovani su cui pesa in prospettiva anche il forte aumento del debito pensionistico”. E ha lanciato “un campanello d’allarme riguardo alla scelta di incoraggiare più di 400.000 pensionamenti aggiuntivi proprio mentre si avviano al pensionamento le generazioni dei baby boomers e il numero di contribuenti tende ad assottigliarsi”. “È un’operazione – ha ammonito Boeri – che fa aumentare la spesa pensionistica mentre riduce in modo consistente i contributi previdenziali anche nel caso in cui ci fosse davvero, come auspicato dal governo, una sostituzione uno a uno tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro”.

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