Paolo VI: card. Becciu, “testimone eroico e geniale di Cristo luce del mondo”

“Papa Montini è stato un testimone eroico e geniale di Cristo luce del mondo. È proprio questo profondo e convinto cristocentrismo che costituisce il nucleo propulsore del suo profilo spirituale e del suo straordinario magistero”. Lo ha detto il card. Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, nella conferenza stampa in vista della canonizzazione dei beati Paolo VI e Óscar Arnulfo Romero y Galdámez, che avrà luogo domenica prossima, 14 ottobre. “L’amore di Gesù e della sua Chiesa, per il cui rinnovamento si impegnò al di là delle sue forze, fu condotto usque ad finem”, ha fatto notare Becciu, secondo il quale “in questa ottica comprendiamo la sua vita come un continuo cammino di santità, dall’infanzia al presbiterato, dall’impegno nella Curia Romana alla cattedra ambrosiana, dall’operosità pastorale al Soglio di Pietro”. “Giovanni Battista Montini ha conosciuto personalmente i grandi drammi del XX secolo”, ha evidenziato il cardinale: “Le due Guerre mondiali, i sistemi totalitari del fascismo, del nazismo e del comunismo, e poi la violenza estrema del terrorismo. Ma non mancarono le spinose questioni anche all’interno della comunità cristiana: gli anni dell’immediato post-Concilio furono i più difficili e dolorosi del suo pontificato”. “Ma, in tutte queste vicende, fu costantemente sostenuto da quello Spirito di Cristo che alimentava la sua vita interiore e le innumerevoli e coraggiose iniziative”, ha precisato citandone alcune: “La riforma liturgica, l’internazionalizzazione della Curia Romana con l’istituzione di nuovi Dicasteri, l’istituzione del Sinodo dei vescovi. Altra grande novità sono i suoi viaggi apostolici nelle diverse parti del mondo, al servizio dell’evangelizzazione e della pace”. “Fedele al programma della sua prima enciclica, l’Ecclesiam suam, Paolo VI è stato continuamente il Papa del dialogo con tutti”, il ritratto di Becciu: “All’interno della Chiesa Cattolica, con i fratelli cristiani di altre Chiese, con i non cristiani e i non credenti, e sempre con la passione dell’evangelizzazione, per portare ad ogni uomo la luce di Cristo, l’amore di Cristo”.
Per Paolo VI, inoltre, il Concilio era una “riforma interiore” della Chiesa, “tutta orientata verso la santità, che unisce preghiera e dogma, carità e verità, e che anima il Popolo di Dio nella diversità delle vocazioni, nel dialogo ecumenico, nella sua vera apertura al mondo per comunicare meglio la luce di Cristo”. “Tutta la vita di Paolo VI è stata animata da un grande amore verso il prossimo, da giovane laico, poi da sacerdote, vescovo e Papa”, ha testimoniato il cardinale: “È come una continua crescita e dilatazione di carità fino alla carità del Papa come Pastore universale, Vicario di Cristo Buon Pastore. Esercitò in modo particolare questa carità a Roma, durante la Seconda guerra mondiale, favorendo l’assistenza caritativa e di ospitalità per i perseguitati dal nazifascismo, in modo rilevante per gli ebrei, e poi nel suo episcopato milanese. Da Papa, sarà sempre impegnato per la giustizia e la pace, nella dinamica del Vangelo”.
La “più autentica biografia” di Papa Montini, ha concluso Becciu, è riassunta dalla celeberrima frase dell’Evangelii nuntiandi: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni”.

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