Maltempo in Sardegna: mons. Miglio (Cagliari), “prepararci in modo appropriato ai cambiamenti del clima”

“È ormai risaputo che questi fenomeni si ripetano ciclicamente per cui occorre una vera opera di prevenzione”. Così l’arcivescovo di Cagliari, mina. Arrigo Miglio, commenta le notizie della tragica alluvione che ha interessato una buona parte del territorio diocesano. “È parte ormai della cultura comune – prosegue – il cambiamento climatico e non se ne tirano, purtroppo, le conseguenze. Ciò che balza immediatamente agli occhi è la necessità di una manutenzione diversa dei corsi d’acqua, anche di quelli che spesso restano asciutti, ma che vanno comunque tenuti pronti per l’emergenza. Oggi non piove più normalmente ma arrivano le cosiddette ‘bombe d’acqua’ per cui occorre prepararsi. Stesso discorso per i canali e i torrenti intubati o che passano sotto le strade e che quindi potrebbe ‘esplodere’ da un momento all’altro in caso di piena”. Situazioni che riguardano una buona parte del territorio della diocesi, sia le periferie della città sia i territori di Capoterra e della costa, così come il Sarrabus. “La prima zona – riprende il vescovo – è la seconda volta nel giro di pochi anni ad essere interessata da un’alluvione. Ciò comporta una serie di disagi che solo con opere di prevenzione si possono evitare. L’intero sud della Sardegna ha difficoltà di collegamento con il capoluogo. Ciò comporta problemi per la zona industriale di Sarroch, 10mila le persone che ruotano intorno alla stabilimento petrolchimico della Saras e per quella di Macchiareddu, altre migliaia di operai coinvolti». “Il problema – conclude – non è solo la cura del territorio ma la necessità che occorre prepararci in modo appropriato ai cambiamenti del clima: occorre preparare le strade per l’acqua in modo che quando arriva non crei grossi danni”.

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