Scuole paritarie: Gontero (Agesc), “la legge le riconosce pubbliche, lo Sato no. Negli ultimi due anni chiusi 415 istituti”

Scuole paritarie: “la legge le riconosce come pubbliche ma lo Stato no”, con il risultato che negli ultimi due anni 415 istituti hanno chiuso i battenti. A rilanciare l’allarme è Roberto Gontero, presidente dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche), sottolineando che in campagna elettorale nessun genitore nega l’importanza di temi quali sicurezza e lavoro, ma “senza investimenti su educazione, natalità e famiglia non ci potrà essere sviluppo e benessere”. La Costituzione, ricorda, vuole la scuola “libera, gratuita ed equipollente”, eppure, afferma, le scuole pubbliche paritarie, “che da decenni, qualcuna da oltre un secolo, svolgono un servizio pubblico nel rispetto delle normative nazionali”, vengono riconosciute tali dalla legge ma non dallo Stato. Gontero denuncia “l’ormai cronica scarsità di risorse attribuite a questa ‘seconda gamba’ del sistema integrato d’istruzione” e la dimenticanza della scuola paritaria nei “provvedimenti che anno dopo anno vengono implementati per aumentare l’offerta formativa”. “Negli ultimi due anni – la conseguenza – 415 scuole hanno chiuso, soprattutto nel Mezzogiorno e fra le scuole d’infanzia, mentre gli iscritti sono scesi sotto il milione per le difficoltà economiche delle famiglie”. “Nel nostro Paese – sostiene – è negato il diritto costituzionale della libera scelta scolastica”. Detraibilità delle spese, quota capitaria, convenzioni con lo Stato, diritto allo studio e buono scuola, sostegno agli alunni disabili, parità di accesso alle iniziative di sistema, fiscalità equa, contributi per la formazione dei docenti sono le richieste dell’Agesc “per l’immediato”. “Immediato – chiarisce il presidente – e non futuro più o meno prossimo, perché gli studenti sono a scuola oggi”.

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