Papa Francesco: videomessaggio per Cile e Perù, “vengo come pellegrino della gioia del Vangelo”

foto SIR/Marco Calvarese

“Vengo come pellegrino della gioia del Vangelo per condividere con tutti la pace del Signore e confermarvi nella stessa speranza”. Ad annunciarlo è il Papa, nel videomessaggio – diffuso oggi in spagnolo -per l’imminente viaggio apostolico in Cile e Perù, dal 15 al 22 gennaio. “Vista la vicinanza del mio viaggio in queste terre, vi saluto affettuosamente”, esordisce Francesco. “Desidero incontrarvi, guardarvi negli occhi, vedere i vostri volti e potere, tutti insieme, sperimentare la vicinanza di Dio, la sua tenerezza e misericordia che ci abbraccia e consola”. “Conosco la storia dei vostri Paesi, tessuta con impegno, dedizione”, assicura Francesco: “Desidero insieme a voi rendere grazie a Dio per la fede e l’amore per Dio e per i fratelli più bisognosi, specialmente per l’amore che voi avete verso coloro che sono scartati dalla società”.
“La cultura dello scarto ci ha invaso sempre di più”, la denuncia del Papa: “Vorrei condividere con voi le vostre gioie, tristezze, difficoltà e speranze, e dirvi che non siete soli, che il Papa è con voi, che la Chiesa intera vi accoglie, che la Chiesa vi guarda”. “Con voi desidero sperimentare la pace che viene da Dio, tanto necessaria; solo Lui ce la può dare”, prosegue Francesco: “È il regalo che Cristo ci fa, a tutti, il fondamento della nostra convivenza e della società; la pace si basa sulla giustizia e ci permette di incontrare istanze di comunione e di armonia. Bisogna chiederla costantemente al Signore e il Signore la dona. È la pace del Risorto che porta la gioia e ci incoraggia ad essere missionari, ravvivando il dono della fede che ci porta all’incontro, alla comunione condivisa di una stessa fede celebrata e donata”. “Questo incontro con Cristo Risorto ci conferma nella speranza”, garantisce il Papa: “Non vogliamo rimanere ancorati alle cose di questo mondo, il nostro sguardo va molto oltre, i nostri occhi sono riposti nella sua misericordia che cura le nostre miserie. Solo lui ci dà la spinta per alzarci e andare avanti. Toccare con mano questa vicinanza di Dio ci rende comunità viva che è capace di commuoversi per coloro che sono accanto a noi e compiere passi fermi di amicizia e di fraternità. Siamo fratelli che escono per incontrare gli altri per confermarci in una stessa fede e speranza”.

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