Nigeria: Ikebiri contro Eni. Godwin Ojo (ambientalista), “insieme possiamo vincere”

“Spero di ottenere giustizia più velocemente e che questo possa portare al ripristino dei nostri mezzi di sostentamento. Insieme possiamo vincere”. Godwin Ojo, ambientalista nigeriano direttore dell’associazione Friends of the Earth Nigeria, è a Milano dove ha partecipato all’udienza preliminare del procedimento civile intentato dalla comunità Ikebiri del Delta del Niger contro Eni per l’inquinamento provocato dall’esplosione di un oleodotto il 5 aprile 2010. “Questo incidente, che la stessa Naoc (sussidiaria della Eni in Nigeria) ha ammesso essere stato provocato da un guasto tecnico, – spiega l’ambientalista nigeriano – ha provocato l’inquinamento di 17.6 ettari di terra: terreni agricoli, stagni e fiumi dove peschiamo, l’intera comunità (circa 5 mila persone) è stata privata dei propri mezzi di sostentamento. Per questo chiediamo all’Eni di prendersi le sue responsabilità, di pagare una giusta compensazione e di bonificare il terreno perché questo non è stato fatto”. Per Godwin Ojo quello della comunità Ikebiri è solo uno dei tanti casi di inquinamento provocato dalle compagni petrolifere che agiscono nel Delta del Niger, una delle zone più ricche di petrolio dell’intera Africa. “Sono avvenuti più di 10 mila sversamenti in Nigeria dal 1956, anno in cui è stata avviata la produzione, – continua il presidente dell’associazione – ma molto spesso le compagnie invece di bonificare le zone preferiscono dare fuoco al petrolio per eliminare le prove. E anche quando si ricorre ai tribunale locali è difficile avere giustizia perché le compagnie sono troppo potenti e le rendite troppo importanti per il governo. Per questo ci siamo rivolti all’Italia sperando di avere giustizia”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo