Immigrazione: mons. Galantino, “pretestuoso il tentativo di fare passare l’attenzione del Papa come attenzione dell’ultima ora”

“È pretestuoso il tentativo, abbastanza diffuso anche in certe frange del cattolicesimo nostrano, di far passare l’attenzione del Papa alla realtà delle migrazioni come un’attenzione dell’ultima ora, riconducibile soltanto all’attuale Pontefice”. Lo ha detto mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante la conferenza stampa per la presentazione delle iniziative promosse dalla Chiesa italiana in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, che si celebrerà domenica 14 gennaio. Il riferimento è alle 16 note del Messaggio del Papa per la prossima Giornata, in cui Francesco cita largamente i suoi predecessori. “Chi insiste su questo tema – ha proseguito il vescovo – appartiene alla categoria degli sconfitti della vita, o comunque destinati ad essere infelici cronici”. “C’è gente – la denuncia – che passa le giornate così, a vedere quale parola sbagliata il Papa dirà, in modo da stracciarsi le vesti e pretendere il ‘Crucifige!”. Gente, ha chiosato Galantino, “che vive aspettando che l’altro sbagli, mettendo Papa Francesco contro Papa Benedetto”. “Interessarsi di migranti non paga, mi è stato detto di recente”, ha riferito Galantino, secondo il quale invece “bisogna chiedersi quale risposta dare a chi, tra dieci anni, ci chiederà: dov’era, cosa faceva la Chiesa mentre la gente moriva, non solo nel Mediterraneo?”. La prova che, invece, gli italiani siano sensibili al tema dell’immigrazione, secondo Galantino, arriva dai dati dell’andamento delle offerte: “Nel 2014 erano 475mila euro, nel 2015 497mila, nel 2016 543.163. I dati del 2017 sono ancora parziali, ma la tendenza è in crescita”. Senza contare il successo della campagna Cei “Liberi di partire, liberi di restare” e l’iniziativa dei corridoi umanitari: “Se il 22 dicembre scorso siamo riusciti ad accogliere così tanta gente in poco tempo, è perché tante persone e tante famiglie hanno detto: ‘Ci siamo!’. Non necessariamente chi grida di più ha ragione e sta dicendo la verità”, ha commentato il segretario generale della Cei.

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