Venezuela: mons. Padrón (Cev), “negoziato tra Governo e opposizione necessario”. Si arrivi “ad elezioni presidenziali libere con garanzie internazionali”

La Chiesa venezuelana è impegnata direttamente nella liberazione del suo popolo e non cessa di offrire, mediante la Caritas, un aiuto effettivo di fronte all’emergenza che deriva dalla mancanza di alimenti e medicinali, non limitandosi all’assistenzialismo, ma implementando analisi, ricerche e nuove progettualità. Lo ha spiegato, nell’ultima parte del suo intervento introduttivo all’Assemblea della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), il presidente mons. Diego Rafael Padrón Sánchez, arcivescovo di Cumaná. Il presule ha sottolineato l’attuale impegno prioritario per strappare dalla denutrizione i bambini tra 0 e 5 anni. Mons. Padrón ha poi preso posizione sul negoziato tra Governo ed opposizione che proseguirà in Repubblica Dominicana, definendolo “valido e necessario”. Anzi, “un negoziato senza risultati a vantaggio del popolo sarebbe un disastro”. Tuttavia, il presidente della Cev fa notare che “questo processo di negoziazione non ha l’appoggio della maggioranza del popolo. Al contrario, genera sospetto, poiché il popolo non ha fiducia negli attori del dialogo, nella chiarezza degli obiettivi e nella consistenza delle condizioni” nelle quali il dialogo è nato. Pur essendo mancate “comunicazione e trasparenza”, il desiderio della Chiesa venezuelana è “che il negoziato giunga ad un accordo credibile, ponderato e realizzabile: per esempio, che esso preveda una ristrutturazione equilibrata del Consiglio nazionale elettorale (Cne) e la garanzia internazionale di elezioni presidenziali libere, giuste e credibili, in un clima di sufficiente pace sociale sostenuto dal rispetto effettivo per il pluralismo e la diversità di idee”.

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