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Venezuela: mons. Padrón (Cev), “Natale tra i più tristi della storia recente”

“Noi vescovi giungiamo alla nostra prima assemblea ordinaria del nuovo anno dopo un Natale tra i più tristi della storia recente del Venezuela”. Lo ha detto ieri mons. Diego Rafael Padrón Sánchez, arcivescovo di Cumaná e presidente della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), aprendo la CIX Assemblea plenaria della Cev, che avrà il compito di rinnovare le cariche direttive dell’organismo. Ha proseguito mons. Padrón, che conclude il suo secondo mandato alla guida dell’episcopato venezuelano: “Per la verità noi non portiamo tristezza, perché ciascuno di noi l’ha lasciata sul suo comodino, però dalle nostre visite alle parrocchie e alle comunità portiamo con noi l’augustia e la richiesta della gente per avere pane e soluzioni, soprattutto portiamo con noi la fede e la speranza nel potere salvifico di Dio, parole di consolazione e progetti di solidarietà per il nostro popolo”. Il presidente della Cev, nel suo intervento introduttivo, ha svolto un ampio resoconto sulla situazione ecclesiale del Paese e del Continente. A tal proposito ha espresso la sua gioia per l’imminente beatificazione di madre Carmen Rendiles, fondatrice della Congregazione delle Serve di Gesù e per il riconoscimento delle virtù eroiche di un altro venezuelano, il gesuita Tomás Morales Pérez. Ma ha dedicato ampio spazio alla drammatica situazione politica sociale ed economica in cui versa il Paese. “Il 2017 noi venezuelani non l’abbiamo vissuto, l’abbiamo sofferto – ha detto Padrón -. Tra aprile e luglio abbiamo avuto più di 130 morti, 1.500 feriti e migliaia di detenuti, incarcerati illegalmente. Negli ultimi mesi è cresciuto e si è esteso in modo sempre più rapido il malessere generale del Paese. Cibo e medicinali non solo scarseggiano, ma quando appaiono, aumentano ogni giorno di prezzo in modo esorbitante”.

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