Papa Francesco: al Corpo diplomatico, no a “colonizzazione ideologica”, “molti diritti fondamentali ancora oggi violati”

(Foto: Vatican Media)

L’emergere di “una molteplicità di nuovi diritti, non di rado in contrapposizione tra loro”, dal Sessantotto in poi, “non ha sempre favorito la promozione di rapporti amichevoli tra le nazioni, poiché si sono affermate nozioni controverse dei diritti umani che contrastano con la cultura di molti Paesi, i quali non si sentono perciò rispettati nelle proprie tradizioni socio-culturali, ma piuttosto trascurati di fronte alle necessità reali che devono affrontare”. È l’analisi del Papa, che nel discorso al Corpo diplomatico ha messo in guardia del “rischio – per certi versi paradossale – che, in nome degli stessi diritti umani, si vengano ad instaurare moderne forme di colonizzazione ideologica dei più forti e dei più ricchi a danno dei più poveri e dei più deboli”. Nello stesso tempo, ha puntualizzato Francesco, “è bene tenere presente che le tradizioni dei singoli popoli non possono essere invocate come un pretesto per tralasciare il doveroso rispetto dei diritti fondamentali enunciati dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. A settant’anni di distanza, “molti diritti fondamentali” sono ancora oggi violati, il monito del Papa: “Primo fra tutti quello alla vita, alla libertà e alla inviolabilità di ogni persona umana. Non sono solo la guerra o la violenza che li ledono. Nel nostro tempo ci sono forme più sottili: penso anzitutto ai bambini innocenti, scartati ancor prima di nascere; non voluti talvolta solo perché malati o malformati o per l’egoismo degli adulti. Penso agli anziani, anch’essi tante volte scartati, soprattutto se malati, perché ritenuti un peso. Penso alle donne, che spesso subiscono violenze e sopraffazioni anche in seno alle proprie famiglie. Penso poi a quanti sono vittime della tratta delle persone che viola la proibizione di ogni forma di schiavitù”. “Quante persone, specialmente in fuga dalla povertà e dalla guerra, sono fatte oggetto di tale mercimonio perpetrato da soggetti senza scrupoli?”, la denuncia di Francesco, secondo il quale “difendere il diritto alla vita e all’integrità fisica” significa anche “tutelare il diritto alla salute della persona e dei suoi familiari”, garantendo “il diritto di ciascuno ad avere le cure mediche e i servizi sociali necessari”. Di qui l’appello affinché “ci si adoperi per favorire anzitutto un facile accesso per tutti alle cure e ai trattamenti sanitari”, adottando “politiche in grado di garantire, a prezzi accessibili, la fornitura di medicinali essenziali per la sopravvivenza delle persone indigenti, senza tralasciare la ricerca e lo sviluppo di trattamenti che, sebbene non siano economicamente rilevanti per il mercato, sono determinanti per salvare vite umane”.

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