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Natale ortodosso: Patriarca Kirill, “la sofferenza non ha abbandonato il mondo”. “Trovare la speranza che vince la paura”

“Quando tutti i nostri pensieri sono rivolti al nostro ‘io’, quando nel cuore non c’è posto per il prossimo, allora neanche il Signore può trovarvi posto. La presenza del prossimo nel nostro cuore dipende prima di tutto dalla nostra capacità di condividere la sofferenza degli altri, di rispondere a essa con concrete opere di carità”. Lo ha scritto il patriarca di Mosca Kirill nel messaggio inviato ai membri dell’episcopato, al clero, ai monaci e alle monache e a tutti i fedeli in occasione del Natale che le Chiese ortodosse hanno celebrato ieri, 7 gennaio. “L’anno appena trascorso per la vita del nostro popolo è stato pieno di ricordi dei tragici avvenimenti del XX secolo e delle persecuzioni per la fede”, scrive il patriarca. Anche “in quel tempo terribile”, “il Signore non ha mancato di manifestarci la sua misericordia”. “Un periodo particolare” è altresì quello attuale poiché “la sofferenza non ha abbandonato il mondo”; eppure tanto “amore di Dio si riversa sul genere umano” e “la pace esiste nonostante le forze del male”. Fiducioso, si dice Kirill che “attraversando le prove del presente, i popoli della Rus’ storica manterranno e rinnoveranno la propria unità spirituale e conosceranno benessere e prosperità”. In conclusione l’augurio per “il nostro popolo, i popoli della Rus’ storica e tutti i popoli della terra” perché il “Bambino divino” “ci aiuti a trovare la speranza che vince la paura e a sentire con la fede la forza dell’amore di Dio che trasfigura la vita umana”.

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