Migranti: Centro Astalli, “otto donne morte al largo della Libia”

“Avvistati 100 migranti aggrappati a un gommone semisommerso che, lentamente, affondava a quaranta miglia dalla costa al largo di Gasr Garabulli, a est di Tripoli. In 86 sono stati salvati dalla Guardia costiera italiana, otto i cadaveri recuperati, tutte donne, ma il bilancio dei dispersi aumenta significativamente il numero delle vittime”. È quanto denuncia oggi il Centro Astalli, in una nota nella quale ricorda che “dal 1° gennaio sono stati recuperati in mare e indirizzati in Italia 417 migranti”. “Nel 2017 almeno 3.116 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo”, prosegue la nota, mentre “sono riusciti a sbarcare in Italia in 119.369, il 34,24% in meno rispetto al 2016”. “Il calo – sottolinea il Centro Astalli – è iniziato a luglio, dopo gli accordi siglati con Tripoli: da allora la Guardia costiera libica ha iniziato a pattugliare le acque, riportando indietro chi tentava la traversata per rinchiuderli in centri di detenzione gestiti dal governo o dalle milizie”. Per il Centro Astalli, “la situazione nel Mediterraneo e in Libia continua ad essere particolarmente grave. Non si può ravvisare certamente un miglioramento nel calo degli arrivi in Italia rispetto al 2016 o nella diminuzione dei decessi in mare che comunque superano le 3mila vittime. Le persone che non riescono ad attraversare il mare vengono rinchiuse in carceri libiche dove sono esposti a violenze e gravi violazioni di diritti umani”. Per questo, il Centro Astalli torna a chiedere a istituzioni nazionali e sovranazionali “l’attivazione immediata di vie legali che consentano a chi scappa da guerre e persecuzioni di giungere in Europa per chiedere protezione”, “di non far accordi con Paesi terzi in cui non vengono rispettati i diritti umani e in cui non sia pienamente assicurato il rispetto del diritto d’asilo” e “di potenziare lo sforzo di ricerca e soccorso delle imbarcazioni in difficoltà nel Mediterraneo”.

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