Intimidazione a don Stamile: mons. Fiorini Morosini (Reggio Calabria-Bova), “non manchi il coraggio per andare avanti nella sua azione”. Solidarietà anche da Caritas Calabria

“Un fatto cruento”. Così mons. Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, ha definito l’atto intimidatorio di cui è stato vittima don Ennio Stamile, referente calabrese di Libera. “Da subito ho rivolto una preghiera per la sua serenità d’animo affinché non manchi il coraggio nell’andare avanti nella sua azione”. Una nota di solidarietà è arrivata anche da tutte le Caritas diocesane della Calabria: “Intimidire chi fa un lavoro prezioso, silenzioso e importante, intimidire chi si impegna, intimidire chi con la sua opera di evangelizzazione quotidianamente contrasta l’agire mafioso – ha scritto padre Valerio Di Trapani, delegato regionale della Caritas Calabria – è un atto vile e ignobile, che smuove le nostre coscienze e ci sprona a proseguire con tenacia il nostro cammino”. Ritornando al tema del recente convegno regionale delle Caritas calabresi “Non a parole ma con i fatti”, “anche noi quotidianamente proviamo a fare in tutte le diocesi, è questo l’unico modo per fermare la mentalità mafiosa, per stare vicino e dar forza a chi si impegna cosi tanto”. Un impegno che la Caritas sta portando avanti è il progetto “Costruire speranza”, “un’esperienza che punta alla scoperta del territorio, l’utilizzo di buone prassi, al riuso di beni sequestrati alla criminalità trasformandoli in luoghi vivi ed accoglienti, utilizzo di opere segno come impegno tangibile di unione e contrasto all’agire mafioso”.

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