Corridoi umanitari: Caritas Ventimiglia-San Remo, accolta una giovane eritrea col figlio giunti dalla Libia

Yordanos, 28 anni e un figlio di 5, in fuga dalla guerra e dalle violenze in Eritrea ha trovato accoglienza nel centro della Caritas di Ventimiglia, a San Remo. Una storia di stenti e sofferenze la sua. Partita quasi due anni fa dal suo Paese di origine, è giunta poco prima di Natale in Italia, grazie al primo corridoio umanitario aperto con la Libia, per via dell’impegno della Cei e del governo italiano. “È stata sottoposta ad alcune visite mediche: le condizioni della ragazza e del figlio sono risultate buone, ma è molto provata per quello che ha vissuto durante il viaggio”, spiega Marco Morraglia, responsabile dell’area stranieri della Caritas di Ventimiglia-San Remo. Dopo il suo arrivo, ha raccontato agli operatori le ragioni della fuga dall’Eritrea. Figlia di agricoltori, Yordanos ha frequentato la scuola fino alle medie. Poi, il servizio militare e la difficoltà a trovare un lavoro in un Paese in guerra. Il compagno è un ingegnere nautico e lavora in Angola. Dopo aver attraversato a bordo di un camion con tanti altri profughi il Sudan, Yordanos è giunta in Libia, dove è rimasta per sette mesi in una casa. Con lei un centinaio di persone. “Lì racconta di avere visto scene che l’hanno abbastanza provata: alcune persone sarebbero morte di fame o di malattie”, afferma Morraglia. Nelle parole della donna la compravendita dei trafficanti da cui era stata ridotta in schiavitù. “Ci ha detto di essere stata venduta e comprata per quattro volte, finché non è stata liberata e affidata all’Unhcr”. Il sogno di Yordanos è l’Olanda, dove lavora e vive il cognato, che ha sentito telefonicamente nei giorni scorsi. “Era convinta di andare lì e non di arrivare in Italia. Ma le ho spiegato che la richiesta di asilo va fatta qui, a meno che non ci sia un parente stretto in un altro Paese europeo. Purtroppo in questo caso non è così”. In attesa di poter concretizzare questa speranza, nei prossimi giorni la ragazza presenterà la richiesta di asilo e si sottoporrà ad altri controlli medici. Subito dopo, la attenderà la scuola di italiano per stranieri.

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