Vocazioni: mons. Dal Molin, “essere cercatori di Dio con passione e con pazienza”

“Come è importante tornare a fare memoria che in noi c’è una scintilla di luce, c’è un germoglio divino. La pastorale vocazionale in particolare è ‘la pastorale del seme e del germoglio’: non può essere giudicata in base al racconto che si è ottenuto, ma piuttosto dai semi che sono stati piantati”. Lo ha detto mons. Nico Dal Molin, già direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni della Cei, questa mattina durante la celebrazione eucaristica che ha aperto la seconda giornata del convegno nazionale vocazionale in programma fino a domani a Roma. L’omelia è stata su un brano del Vangelo di Giovanni sugli uomini figli di Dio e i figli del diavolo. “Lo scrigno che viene consegnato ai cercatori di Dio – ha aggiunto mons. Dal Molin – contiene le domande profonde del cuore: la felicità e la sofferenza, l’amore e i fallimenti, il lavoro, la festa e le relazioni, la violenza, la giustizia, la pace e le domande di senso, di speranza e di fede”. “Sono – ha proseguito in un altro passaggio – le nude domande del Vangelo, su cui meditare in modo semplice e concreto: ‘Che cosa cercate? Donna, perché piangi? Chi cerchi? Perché avete paura? Perché non avete ancora fede? Ma voi, chi dite che io sia?'”. “Vi auguro – ha concluso – di essere cercatori di Dio con passione e con pazienza”, consapevoli che “non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino; ma ciò che inseriamo dentro alla cornice è nostro”.

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