Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Allarme nube tossica nel pavese per capannone in fiamme. Nella notte raid israeliani sulla Striscia di Gaza

Capannone in fiamme: brucia plastica, allarme nube tossica nel pavese

Continua a preoccupare la densa colonna di fumo nero che si è levata per l’incendio divampato nella serata di ieri in un capannone abbandonato di 2mila metri quadrati nel pavese, a Corteolona e Genzone. Le operazioni di spegnimento condotte dai vigili del fuoco sono proseguite per tutta la notte e sono ancora in corso. Potrebbero volerci due giorni per domare tutti i focolai dell’incendio all’interno del capannone industriale in disuso da tempo ma nel quale, secondo i racconti dei residenti, negli ultimi mesi sono entrati camion per scaricare materiale. Nel rogo stanno bruciando plastica, pneumatici e e altri materiali di scarto. L’Arpa sta monitorando la situazione degli inquinanti per rilevare l’eventuale presenza di diossine o di altri gas tossici. In via precauzionale i sindaci di Corteolona e Genzone, Angelo Della Valle, e quello di Inverno e Monteleone, Enrico Vignati, hanno raccomandato agli abitanti di non uscire di casa se non necessario, di non aprire le finestre e di non mangiare prodotti dell’orto della zona. Smentita dai vigili del fuoco la notizia, diffusasi nelle prime ore della notte, dell’evacuazione di un centinaio di abitanti di Cascina San Giuseppe, la frazione di Inverno e Monteleone maggiormente investita dalla nube.

Medio Oriente: nella notte raid israeliani sulla Striscia di Gaza

In risposta ai tre razzi lanciati ieri dalla Striscia di Gaza verso Israele ed esplosi in aree disabitate, l’aviazione israeliana ha attaccato nella notte posizioni di Hamas nella Striscia di Gaza. A confermarlo un comunicato dell’esercito israeliano nel quale si precisa che “in risposta ai razzi lanciati verso il Sud di Israele, l’aviazione ha attaccato delle infrastrutture dei terroristi”.

Russiagate: l’ex stratega Bannon accusa il presidente Trump che lo diffida

Pesante botta e risposta negli Stati Uniti tra Steve Bannon, ex stratega alla Casa Bianca, e il presidente americano Donald Trump. Bannon, nel libro di Michael Wolff “Fire and fury: inside the Trump White House” in uscita tra alcuni giorni, ha accusato il figlio di Trump, Donald Jr, di “tradimento” e “sovversione” per l’incontro alla Trump Tower tra lo staff dell’allora candidato repubblicano alla presidenza degli Usa e i russi. Un incontro al quale, secondo l’accusa di Bannon, l’attuale presidente non può non aver partecipato. “Non solo ha perso il suo lavoro, ha perso anche la testa”, la reazione del presidente Trump. Gli avvocati del magnate americano hanno inviato a Bannon una diffida in cui l’accusano di aver diffuso notizie diffamatorie oltre ad aver rotto un accordo di non divulgazione.

Israele: Parlamento approva in via preliminare la pena di morte per i terroristi

Il parlamento israeliano ha approvato in via preliminare l’introduzione della pena di morte per l’omicidio terroristico. Una pena che è già prevista dalla giurisprudenza israeliana per alcuni reati come il genocidio e i crimini di guerra e che è stata eseguita soltanto due volte nella storia di Israele. Per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, “in situazioni estreme deve esistere una logica semplice, se qualcuno uccide e si compiace dell’atto, non trascorrerà la sua vita in prigione ma sarà giustiziato”. La nuova legge, sostenuta soprattutto dal ministro della difesa Avigdor Lieberman, dovrebbe consentire la condanna solo nei tribunali militari della Cisgiordania e di Israele. Il provvedimento, per il quale sono previsti ancora due letture e due votazioni, è molto criticato dall’opposizione e da alcuni responsabili israeliani della sicurezza che lo ritengono controproducente.

Francia: il presidente Macron annuncia legge contro “fake news”

“Propaganda e informazioni false nuocciono alla democrazia”. Con questa motivazione il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di voler proporre un progetto di legge per combattere le “fake news” e rafforzare il controllo dei contenuti su internet in periodo elettorale. “Se vogliamo proteggere le democrazie liberali – ha detto ai giornalisti durante la tradizionale cerimonia di auguri di inizio anno all’Eliseo – dobbiamo essere forti e avere regole chiare; per questo ho deciso che faremo evolvere il nostro dispositivo giuridico per proteggere la vita democratica contro queste notizie false”.

Maltempo in Europa: disagi e morti per la tempesta Eleanor, in Svizzera deraglia treno

La tempesta Eleanor, in arrivo dall’Oceano Atlantico, ha colpito l’Europa con tutta la sua violenza e venti che sfiorano i 200 chilometri orari. Una donna è morta sulle piste da sci francesi, in Alta Savoia, per la caduta di un albero mentre altre 15 persone sono rimaste ferite, quattro in modo grave, sempre in Francia. Due vittime si sono registrate anche nei Paesi Baschi, in Spagna. Sono invece 4 i feriti, per vie delle forti raffiche di vento, in Inghilterra e Galles. E se in Francia oltre 200mila sono le case rimaste senza corrente e quasi 5mila gli interventi dei pompieri, in Svizzera il black out ha coinvolto 14mila abitazioni. Disagi nei trasporti si sono verificati in Germania per Eleanor che in Svizzera ha causato il deragliamento di un treno regionale della linea elvetica Montreaux-Oberland-Bernois: il bilancio parla di 8 passeggeri feriti, fortunatamente in modo non grave. La tempesta ha scatenato anche il caos nei collegamenti aerei in Europa con centinaia di voli cancellati, in particolare in Olanda e Svizzera. Ritardi e cancellazioni anche in Francia e nel Regno Unito.

Perù: per il caso Fujimori si dimette anche il ministro Nieto

Anche il ministro della Difesa del Perù, Diego Nieto, si è dimesso per via della grazia umanitaria concessa lo scorso 24 dicembre dal presidente Pedro Pablo Kuczynski all’ex capo di Stato, Alberto Kenya Fujimori, condannato per omicidio e altri reati contro i diritti umani. Nieto è il terzo membro del governo a lasciare l’incarico dopo Carlos Basombrio, ex ministro dell’Interno, e Salvador del Solar, ex ministro della Cultura. A dimettersi, oltre ai ministri, è stato anche il capo del servizio pubblico radiotelevisivo peruviano.

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