Rogate Ergo: nel 2018 gli 80 anni dalla fondazione. P. Magno (direttore), “l’esigenza di comunicare la vocazione resta in piedi”

“Quando, alle soglie del secondo conflitto mondiale, dall’istituto antoniano dei Padri Rogazionisti di Trani, uscì il primo numero della rivista” chi apprezzò “l’iniziativa dovette subito costatare l’ovvia sproporzione tra l’importantissima finalità del nuovo foglio periodico e la modestia del mezzo divulgativo. Poche pagine, ben curate, rivolte ad un pubblico circoscritto e ristretto, anche se destinato, in prospettiva, ad allargarsi. II primo Rogate ergo era bimestrale, oltre che di piccola mole. Oggi è un mensile di 80 pagine che ha per destinatari quanti, nella Chiesa, sono impegnati nella pastorale vocazionale”. Lo scrive padre Vito Magno, direttore di “Rogate Ergo”, nel primo numero del 2018 in occasione del quale la rivista festeggia gli 80 anni dalla fondazione. “L’esigenza di comunicare la vocazione resta in piedi” ancora oggi, aggiunge: “La differenza col passato è che oggi se si vuole essere ascoltati non si può affrontare l’argomento improvvisando. I gusti della gente si sono raffinati e il rischio di rilegare la Parola in involucri che non parlano al cuore è molto alto. C’è bisogno di professionalità, di emozioni forti, di sensazioni intense, senza delle quali non c’è audience. Soprattutto chi vuole comunicare il vangelo della vocazione oggi deve compiere un atto di fede, un esercizio di virtù, perché si tratta di proclamare, nella cultura libertaria dell’utile, del pratico, del conveniente, l’esistenza di un Qualcuno che chiama e la cui voce non è più udibile, almeno come lo era  nel naturale silenzio delle campagne all’epoca della civiltà contadina”. “L’occasione degli 80 anni della rivista – conclude il direttore – poteva offrire lo spunto per mettere insieme un album di famiglia, con tanto di foto ricordo e insistenti sguardi al passato. Si è preferito non volgerci indietro, ma collocarci alla data d’inizio per guardare al percorso che insieme a voi intendiamo continuare”.

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