Nigeria: card. Onaiyekan, “siamo tutti sotto attacco, governo non ci difende”. Appello per le sei religiose rapite

“Siamo tutti sotto attacco, cristiani, musulmani, gente di altre tribù. Tutti soffriamo a causa della scarsa sicurezza”. Così il card. John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, commenta al Sir gli ultimi attacchi a moschee e chiese cristiane, molti dei quali rivendicati dal gruppo jihadista Boko Haram. L’ultimo kamikaze si è fatto esplodere ieri in una moschea di Gamboru, causando almeno 14 morti. A Capodanno altre 16 persone erano state uccise durante una messa. “Provo una grande pena – dice in una intervista -. C’è stata una grande speranza che il nuovo governo ci desse la possibilità di un Paese in pace, ma sono passati tre anni e siamo dove siamo. La grande maggioranza dei nigeriani sono già delusi. Tutti questi attacchi contro chiese, moschee, rapine a mano armata, rapimenti, dimostrano che abbiamo un governo non stabile e non in grado di garantire la sicurezza. La situazione è seria. Nel frattempo si cerca di sopravvivere, di stare attenti”. Il card. Onaiyekan ci tiene a ribadire che “anche quando le chiese vengono attaccate non si può interpretare come un attacco di musulmani contro cristiani. Qui si tratta solo di fanatici, di criminali”. “C’è un area generalizzata di disordini – spiega -. Al nord si parla di Boko Haram ma ci sono gruppi criminali ovunque. Ci sono quelli che rapiscono le persone a scopo di estorsione. Ci sono gruppi che si armano per rivendicazioni etniche e tribali. Poi c’è il caso dei pastori Fulani che attaccano gli agricoltori. I contadini non possono lavorare tranquillamente i propri campi perché arrivano e li uccidono. E il governo dice di non sapere cosa fare”. L’arcivescovo di Abuja lancia anche un appello per le sei religiose (tre suore e tre novizie) dell’Istituto Suore del Cuore Eucaristico di Cristo, rapite un mese e mezzo fa dal convento di Iguoriakhi: “Abbiamo chiesto alle forze dell’ordine, al governo della regione, perfino al presidente della Repubblica: non è possibile che sei persone spariscano nel nulla! Chiediamo a tutti di fare qualcosa. Non sappiamo in che condizioni si trovino queste povere ragazze. Continuiamo a pregare ma ci aspettiamo di più, soprattutto da parte delle forze dell’ordine”. Il card. Onaiyekan rivela che “è stato chiesto un riscatto”: “Siamo disposti anche a trattare, basta che ci diano notizie. Anche se di solito non paghiamo, perché altrimenti non se ne esce”.

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