Rapporto Eurispes: il Sistema e il Paese “separati in casa”

È improprio continuare a parlare di “Sistema Paese”. “Sarebbe più corretto parlare di Sistema e di Paese in maniera distinta” perché “il matrimonio si è sciolto e Sistema e Paese, separati in casa, convivono faticosamente sotto lo stesso tetto, spesso guardandosi in cagnesco” e scambiandosi accuse reciproche. Lo afferma il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, presentando il Rapporto Italia 2018. Il Rapporto, giunto alla trentesima edizione, ruota attorno al concetto di responsabilità (“Alla ricerca della responsabilità perduta”, è il suo titolo), considerato essenziale, per la sua presenza o per la sua mancanza, nel tentativo di interpretare la società italiana. “Il Paese – osserva Fara – è confuso sul piano politico e ondeggia indeciso tra conservazione e cambiamento, tra desiderio di stabilità e spinte populiste”. Si confrontano “due tendenze fondamentali: quella dell’etica della responsabilità e quella dell’etica della convinzione”. Ma mentre “l’etica della responsabilità si affida alla testa, quella della convinzione alla pancia”. Questa Italia divisa, pur avendo “enormi potenzialità”, ha grandi difficoltà “a trasformare la sua potenza in energia”, in particolare a causa della “disomogeneità della classe dirigente” che non riesce a perseguire obiettivi comuni. Per il presidente dell’Eurispes c’è bisogno di “ricucire Paese e Sistema” e questo lo si può fare a partire dalla Costituzione, che quest’anno compie settant’anni. “Pensiamola e condividiamola, senza retorica e conservatorismi sterili”, sottolinea Fara, perché “una rilettura condivisa dei principi e valori costituzionali è la sola via per guidarci nel processo di discontinuità in atto nella società italiana”.

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