Polonia: congregazioni maschili e femminili, 30mila religiosi nel Paese. Da oggi iniziativa contro la tratta

“La vita delle persone consacrate costituisce un commento pratico al Vangelo nella quotidianità del mondo di oggi”, scrive mons. Jacek Kicinski, presidente della Commissione per gli Istituti di vita consacrata dell’episcopato polacco. Nel messaggio il presule osserva quanto “nel mondo di oggi i segni della presenza di Dio siano sempre più sfumati” e riprova “la sempre più diffusa cultura caduca”. Secondo gli ultimi dati, in Polonia, i religiosi delle congregazioni maschili sono quasi 12mila di cui il 27% svolgono il servizio pastorale all’estero. Le 18mila religiose polacche invece insieme a 1300 monache delle 83 comunità claustrali, da oggi al 7 febbraio prossimo in concomitanza con la Giornata della vita consacrata e nell’approssimarsi di quella contro la tratta delle persone hanno promosso una speciale novena a santa Giuseppina Bakhita. “E l’occasione per esprimere la nostra sollecitudine e cura per la sorte di milioni bambini, donne e uomini sfruttati come schiavi, costretti a lavorare, prostituirsi, all’accattonaggio e compiere numerosi reati e privati del diritto ad una vita normale e felice” sottolinea il comunicato delle ideatrici dell’iniziativa appartenenti alla Conferenza delle superiori delle congregazioni religiose femminili in Polonia. Il progetto con il titolo “Migrazioni libere dalla tratta delle persone” promuove la preghiera “come gesto di solidarietà verso le tante persone ferite cui dignità e diritti sono calpestati senza alcuna pietà”. “E un impegno iniziale concreto che successivamente ci permetterà di essere guidati e illuminati dallo Spirito”, si legge nell’invito alla partecipazione all’iniziativa.

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