Lotta a povertà: Lusignoli (Cisl), Rei più “generoso” del Sia ma obiettivo deve essere “raggiungimento di tutti i poveri assoluti”

Il Rei (Reddito di inclusione) introdotto dalla legge di contrasto alla povertà dello scorso 15 settembre, attivo dal 1° dicembre 2017 ed erogato dal 1° gennaio è una misura rivolta a famiglie in difficoltà che hanno nel proprio nucleo familiare almeno un figlio minore o disabile, o una donna in stato di gravidanza accertata, oppure una persona disoccupata con più di 55 anni ed è strutturato in due parti: un beneficio economico erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta Rei), e un progetto personalizzato di inclusione lavorativa e sociale, sotto la regia dei servizi sociali del Comune. Ne ha parlato oggi, al seminario promosso dalla Caritas, Lorenzo Lusignoli, del Dipartimento politiche sociali e sanitarie della Cisl, una delle 30 sigle aderenti all’Alleanza contro la povertà. “Per ora – spiega – ne beneficeranno 1,8 milioni di poveri assoluti, il 38% dei 4,8 milioni certificati dall’Istat, circa 500mila famiglie ma la legge di stabilità prevede a partire da luglio l’ampliamento della platea fino a 700mila nuclei familiari. Tuttavia l’obiettivo finale dell’Alleanza è il raggiungimento di tutti gli individui in povertà assoluta attraverso un piano pluriennale che preveda un incremento progressivo del fondo circa di altri 4,4 miliardi annui”. Oltre ai requisiti relativi alla residenza e alla sua composizione, il nucleo familiare richiedente deve avere un Isee non superiore ai 6.000 euro e un Isre non superiore a 3.000 euro. Il beneficio varia da un minimo di 187 euro ad un massimo di 539, ma secondo Lusignoli sarebbe necessario aumentare l’importo medio del 37%. Rispetto al Sia la soglia di accesso al Rei è più elevata, l’importo è calcolato non solo su base familiare ma anche reddituale, la misura dura 18 mesi anziché 12, i servizi all’inclusione sembrano meglio esplicitati e potranno godere anche di un finanziamento strutturale annuale pari al 15% del Fondo povertà: per Lusignoli il Rei è più “generoso”.

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