Lotta a povertà: don Soddu (Caritas Italiana), “interrogarsi su come cambia il contesto e guardare i processi nel lungo periodo”

“Il Rei è per l’agire delle Caritas diocesane un ambito di animazione a partire dal quale sollecitare la solidarietà delle Caritas, delle associazioni imprenditoriali e di categoria. Impone quindi conoscenza e discernimento comunitario”. Lo ha detto don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, nei saluti al seminario di studio “Dal Sia al Rei. Per uscire tutti dalla crisi”, promosso oggi a Roma. L’incontro è rivolto alle Caritas diocesane e intende proporre alcuni approfondimenti sul ruolo dei sistemi di welfare locale nell’influenzare l’applicazione e l’efficacia del Sia (Sostegno inclusione attiva); sull’impatto del Sia sui beneficiari; sulla costruzione di alleanze territoriali per il contrasto alla povertà con il Rei (Reddito di inclusione) attivo dallo scorso 1° dicembre; sulle caratteristiche del Rei e la realizzazione di un’effettiva integrazione tra le misure attualmente esistenti. Don Soddu invita ad assumere il cambiamento come “dimensione comunitaria su cui riflettere e operare. Non deve essere la spinta per giustificare atteggiamenti di chiusura o di fuga verso un passato ritenuto più semplice”. Di qui “la necessità di interrogarsi su come cambia il contesto e sulle sue domande”. E ancora: “Non dobbiamo scambiare la denuncia con la rinuncia ad incidere sui processi, ma indicare storture e malfunzionamenti in vista di un loro superamento”. Dal direttore Caritas la sollecitazione a “guardare i processi sul lungo periodo, anche a casa nostra dobbiamo capire cosa vuol dire integrare: progetto Policoro, sistema centri di ascolto, rete alimentare devono essere riletti all’interno di un processo che dovrebbe innovare le politiche di welfare del nostro Paese”. “Occorre non dare più per scontata la povertà conclamata, l’esclusione scolastica dei minori, la presenza dei neet, il degrado delle periferie. Il cardinale Bassetti, nella prolusione dell’ultimo Consiglio permanente Cei, ha indicato tre azioni per la Chiesa: ricostruire la speranza, ricucire il Paese, pacificare la società. E questo – conclude Soddu – deve essere fatto a partire dai più poveri e insieme a tutti”.

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