Catalogna: rinviata l’elezione del presidente. Manifestanti a favore di Carles Puigdemont

La decisione di Roger Torrent di “aggiornare” la seduta del Parlamento che oggi avrebbe dovuto investire Carles Puigdemont come presidente della Catalogna ha generato una frattura anche tra gli indipendentisti. “Non un passo indietro”, ha scandito la folla durante il pomeriggio di fronte ai cancelli del Parco della Cittadella, dove si trova la sede del Parlamento catalano, all’interno del quale i manifestanti avrebbero voluto entrare. Presente un cordone dei Mossos d’Esquadra, le forze dell’ordine, per impedire ai manifestanti l’ingresso e l’occupazione del Parlamento. La richiesta degli indipendentisti era di compiere l’investitura di Puigdemont, senza attenersi a quanto sentenziato dalla Corte costituzionale sull’impossibilità di una tale investitura senza la presenza fisica di Puigdemont in Parlamento. “Il movimento per l’indipendenza è sempre non violento. Oggi non ci sarà la plenaria del Parlamento. Andiamo a casa”, ha scritto verso sera l’Assemblea nazionale catalana, appello seguito dall’associazione Òmnium Cultural: “Siamo gente di pace, condanniamo ogni forma di violenza che si possa verificare di fronte al Parlamento. La sovranità e la democrazia devono essere difese sempre pacificamente”.

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