Diocesi: Cosenza-Bisignano, dal 16 febbraio percorso di formazione per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati

“Essere tutore non implica il supporto economico o la convivenza, è un gesto di solidarietà sociale volontario e gratuito che può fare la differenza nella vita del tutore ed in quella dei ragazzi”. È con questo spirito, espresso dal direttore dell’Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, Pino Fabiano, che la Chiesa locale e il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria hanno firmato una convenzione per avviare un corso per diventare tutore volontario di un minore straniero non accompagnato. Il progetto è organizzato dall’Ufficio Migrantes diocesano e dal Centro mediterraneo di studi e formazione Giorgio La Pira di Pozzallo, con la collaborazione di Asgi e Fondazione Migrantes ed il sostegno della Cei attraverso la campagna “Liberi di partire, liberi di restare”. “Il tutore è semplicemente una persona che salvaguarda i diritti del minore e lo segue nel suo percorso formativo, legale e sanitario – spiega il referente diocesano -; a livello relazionale si diventa un punto di riferimento, ma ogni tutore può scegliere che spazio e tempo di relazione dare, e questo si costruisce insieme al minore, seguendo i suoi ritmi e i suoi bisogni”. Dal 16 febbraio sarà dato avvio al percorso di sensibilizzazione, formazione e costituzione della rete di tutori volontari. Durante gli incontri, verranno indagati sia gli aspetti fenomenologici che quelli giuridici, fino ad arrivare agli aspetti socio-sanitari. “Il tutore è una figura di riferimento opportunamente selezionato e adeguatamente formato che aiuta i ragazzi a muoversi nella società di accoglienza, accompagnandoli all’autonomia”, conclude Fabiano.

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