Giornate comunicazione: mons. Viganò (SpC), “siamo in parte vittime delle fake news”

“Siamo vittime delle fake news. Pensiamo quando ne è stata costruita una sul suo presunto tumore al cervello o quando di ciò che il Papa dice o fa viene detto la metà o si aggiunge qualche cosa”. Lo ha affermato mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, a VaticanNews, a margine degli incontri a Lourdes, in Francia, per la 22esima edizione delle Giornate di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Nel santuario mariano, oltre 300 giornalisti, provenienti da 26 Paesi diversi, si stanno interrogando sulla rivoluzione mediatica e comunicativa e sul pericolo delle “fake news”. “Proviamo a pensare, ad esempio, a un matrimonio che è stato celebrato in aereo – ha aggiunto mons. Viganò -. Una cosa è dire che il Papa ha incontrato il giorno prima questi sposi, che ha verificato che avessero fatto il corso prematrimoniale, che li ha confessati. Un conto è dire che vengono aboliti i corsi pre-matrimoniali e la liturgia nuziale”. Una riflessione che si estende alla “capacità di costruire fake news”. Il riferimento è a “quando qualcuno parla di Chiesa al plurale”. “Una mezza verità, una verità e mezza diventa una fake news per colpire un nemico o per adulare una persona”. Il prefetto osserva inoltre come “oggi, con la convergenza digitale, con questo cambio epocale di strumenti, il giornalista si trova a dover sempre rincorrere qualche cosa, a velocizzare sempre più il tempo di costruzione e di produzione di una notizia. E molto spesso nella velocità non si controllano le fonti oppure si cercano fonti che sono immediatamente reperibili ma non sempre quelle immediatamente reperibili sono le più serie”. Ha quindi “una grande responsabilità”.

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