This content is available in English

Forum economico mondiale: Satyarthi (Nobel pace), stop al commercio di armi, investire nell’istruzione

“Allora che cosa veniamo a fare tutti a Davos? Non posso pensare che noi tutti qui, leader politici e delle imprese, non possiamo cancellare questa macchia di sangue dalla faccia dell’umanità. Ciò di cui abbiamo bisogno è la compassione”. Con grande enfasi ha dichiarato, in una sala molto poco affollata del Forum economico mondiale di Davos, Kailash Satyarthi, attivista indiano contro il lavoro minorile, premio Nobel per la pace insieme a Malala Yousafzai nel 2014. In una tavola rotonda su “mettere fine alla schiavitù moderna”, ha dichiarato: “Basterebbero 40 miliardi di dollari l’anno per garantire l’istruzione gratuita e obbligatoria nel mondo” e questa sarebbe una soluzione preventiva allo sfruttamento minorile e non solo. Perché se i bambini possono andare a scuola tutto cambia, secondo il Nobel. Quella cifra “è meno della spesa militare mondiale in una settimana”. “Chi ha la priorità? I nostri figli o le nostre armi?”. Ridurre in schiavitù le persone, non è solo una violazione di diritti e libertà, un “assalto all’umanità”, ha definto Satyarthi che ha parlato inoltre della necessità di “globalizzare la compassione” e rompere la cultura del silenzio. Nel dibattito si è parlato nella necessità di “cambiare il modello imprenditoriale globale” che permette sacche di sfruttamento: dove il ruolo della legge è debole, manca la deterrenza e cresce l’“illegalità”, come nel caso della migrazione o del lavoro, si offre “nutrimento per i trafficanti”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia