Forum economico mondiale: Malala (Nobel pace) invita a “investire nell’istruzione femminile”. Donne protagoniste dei cambiamenti

Attivista in favore dell’istruzione delle ragazze, pakistana, il più giovane premio Nobel per la pace: Malala Yousafzai oggi a Davos al Forum economico mondiale per ripetere ancora una volta il suo messaggio di incoraggiamento a investire nell’istruzione femminile. “È il mio grande messaggio, se vogliamo che le donne contribuiscano alle proprie comunità e ai propri Paesi. 130 milioni di ragazze nel mondo sono ancora senza istruzione di base, destinate a pulire, cucinare, guardare i propri figli, senza diritti e senza voce”. Oggi ha 20 anni e studia a Oxford filosofia, politica ed economia. “Da 5 anni ho iniziato il fondo Malala e all’inizio non sapevo dove sarebbe arrivato; fino ad adesso abbiamo sostenuto progetti in Pakistan, in Afghanistan, in Libano, Giordania, Messico, India, campagna di sensibilizzazioni, programmi di advocacy e sempre più ragazze iniziano a parlare in propria difesa: vedo che le cose stanno succedendo e sono positiva”, ha raccontato. La cosa più difficile nella sua lotta: “Raggiungere i finanziamenti: mancano fondi per l’istruzione. Tutti i Paesi stanno tagliando i finanziamenti e questo rende difficile la lotta. Spero i nostri leader si rendano conto di dover investire per non perdere la generazione futura. Tutti i primi ministri mandano i figli a scuola e non hanno bisogno di spiegazioni sull’importanza dell’istruzione. Ma quando si parla del resto del mondo, faticano un poco a capire quanto l’istruzione sia importante, per cui glielo devo ricordare”.
Oggi “le donne stanno capendo che le loro voci sono troppo importanti per i cambiamenti che vogliono vedere. Non possiamo chiedere agli uomini di cambiare le cose. Siamo noi che dobbiamo farlo”. Il suo modello? “mio padre. È il mio modello di femminista, perché mi ha permesso di fare tutte le cose che faccio e che per primo ha iniziato nella sua vita a cambiare le cose. Molte ragazze vorrebbero fare e dire le cose che io dico e faccio, ma i loro padri e i loro fratelli non glielo permettono”. Rivolgendosi ai giovani presenti in sala ha detto: “Ho iniziato a parlare quando avevo 11 anni senza sapere se qualcuno mi avrebbe ascoltata. Il cambiamento è possibile. Non dovete diventare primi ministri o presiedere consigli di amministrazione per cambiare le cose. Voi potete cambiare le cose in ogni età che volete. Ogni vostra azione può avere un impatto ed è importante”.

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