Elezioni: mons. Galantino (Cei), “la Chiesa chiede quello che chiederebbe ogni cittadino”. “Moralità non è applicabile solo al sesto o nono comandamento”. “Speculare sulla paura è peccato”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

In vista delle prossime elezioni, “la Chiesa chiede quello che chiederebbe ogni cittadino: onestà, personale e di gruppo; realismo, perché bisogna guardare negli occhi i problemi ma anche le speranze delle persone; umiltà, che implica la capacità di saper riconoscere le proprie capacità e di mettere in comune con gli altri”. A ribadirlo è stato monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, presentando ai giornalisti il comunicato finale del Consiglio permanente dei vescovi italiani. Ai candidati alle prossimi elezioni, mons. Galantino ha chiesto “un sussulto di onestà, realismo e umiltà” e si è soffermato “sull’importanza della moralità, che non è da applicare solo al sesto o al nono comandamento”. In questa prospettiva, ha ammonito il segretario generale della Cei, “è immorale dire e fare promesse che si sa di non potere, o addirittura volere promettere”. “È immorale giocare sulla paura”, ha proseguito, ricordando sulla scorta del Papa che “farsi condizionare dalla paura è male, ma speculare sulla paura è peccato”. La moralità, per Galantino, “è un impegno che deve toccare tutti quanti”, non solo i politici: “tutti ci rendiamo conto se le proposte che vengono fatte siano minimamente realizzabili o no”, ha affermato a proposito dell’attuale campagna elettorale che ha definito “una campagna abolizionista”.

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