Egitto: Ermia (vescovo copto-ortodosso), “la primavera araba non esiste”. Patriarca Sidrak, “tanta amarezza nei giovani”

(dal Cairo) “La primavera araba non esiste. Sono state rivoluzioni cavalcate dai Fratelli musulmani per cambiare la situazione politica, per dividere il mondo arabo. I cristiani egiziani questo lo sanno bene”. È quanto affermato da Anba Ermia, vescovo copto-ortodosso, presidente del Centro culturale copto-ortodosso con sede al Cairo, commentando il settimo anniversario della rivoluzione di Piazza Tahir (25 gennaio 2011). Nella capitale le forze di sicurezza sono particolarmente in allerta, complice anche un clima politico teso con le elezioni presidenziali previste in marzo con il presidente uscente Abdel Fattah al-Sisi pronto ad un secondo mandato. Ermia, nel corso di un incontro con alcuni giornalisti italiani in Egitto con una delegazione di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), ha criticato la strumentalizzazione della rivolta fatta dalla Fratellanza musulmana che successivamente ha portato al potere, dopo elezioni (giugno 2012), il suo candidato presidenziale, Mohammed Morsi, destituito il 3 luglio del 2013. A maggio 2014 l’elezione del generale al-Sisi. “In passato – ha detto il vescovo copto-ortodosso – quando la politica aveva bisogno del nostro appoggio ci considerava alleati. Ottenuto lo scopo i cristiani tornavano a essere considerati una minoranza. Con al-Sisi la situazione sembra mutata: il presidente sa bene che in Egitto ci sono due religioni, cristiana e musulmana. E opera in questa direzione. Abbiamo apprezzato molto quando a Natale è venuto in chiesa a porgere i suoi auguri, primo presidente nella storia dell’Egitto, a compiere un gesto simile. Sono anche queste azioni che aiutano a migliorare la mentalità nel nostro Paese. I cristiani egiziani non hanno bisogno di paladini o di difensori ma di persone che garantiscano eguali diritti per tutti e giustizia”. Dello stesso avviso anche il patriarca copto-cattolico Isaac Sidrak per il quale la rivoluzione del 25 gennaio “lascia amarezza nei giovani che sognavano molte cose. Purtroppo l’entrata dei Fratelli musulmani ha rovinato tutto. Hanno voluto cavalcare la rivolta ma hanno perso. Volevano una rivoluzione non una distruzione”. Tuttavia, “ora le cose sembrano andare meglio. Aspettiamo di vedere le nuove elezioni. La situazione dei cristiani rimane critica a causa degli attacchi alle chiese da parte dei terroristi islamici dell’Isis. Il timore di essere colpiti resta”. Oggi intorno alle chiese sono state erette ferree misure di sicurezza, con forze armate, barriere antisfondamento e metal detector.

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