Incendio alla Sacra di San Michele: p. Bagattini (rettore), “molto affetto e solidarietà da parte di tutti quelli che sono corsi qui per aiutarci”

Prima il fumo e l’odore di bruciato, poi la vista delle fiamme nel sottotetto. È la testimonianza del rettore della Sacra di San Michele, padre Giuseppe Bagattini (82 anni, da quindici alla Sacra), a fissare i tratti essenziali dell’incendio che ieri sera ha bruciato una parte del tetto dello storico convento in Bassa Valle di Susa, alle porte di Torino, dove vivono tre padri rosminiani. “Io per la Sacra sono disposto a morire”, aveva spiegato il rettore proprio nelle ore concitate dell’incendio che è stato spento verso mezzanotte. “Verso le 20, dopo cena, ero in camera mia ed è andata via la luce – dice quindi al Sir padre Bagattini -, ho visto come se fossimo avvolti dalla nebbia e poi ho sentito odore di bruciato. Sono uscito dalla mia camera e ho incontrato gli altri due confratelli. Subito dopo abbiamo visto le fiamme nel sottotetto”. Il rettore quindi aggiunge: “Abbiamo cercato subito i vigili del fuoco ma devo dire che ho sentito e visto molto affetto e solidarietà da parte di tutti quelli che sono corsi qui per aiutarci”. A far scattare la catena dell’allarme è stata anche l’unica impiegata del convento, Elisa Bollea. Il rettore della Sacra – costruita in cima al monte Pirchiriano tra il 983 e il 987 – precisa: “Non ci sono stati problemi gravi e non abbiamo dovuto abbandonare il convento, semplicemente ci siamo spostati nelle altre stanze fuori dalla zona pericolosa. Non vi sono stati nemmeno danneggiamenti alle opere d’arte e alle testimonianze storiche che la Sacra contiene”.

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