Cei: Consiglio permanente, “lavoro degno rimane per il Paese priorità assoluta”. L’attenzione verso le diocesi colpite dal terremoto

I vescovi italiani rimarcano “come un lavoro degno rimanga per il Paese priorità assoluta”. È quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio permanente della Cei. “Le molteplici aspettative suscitate dalla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani – svoltasi a Cagliari a fine ottobre, al culmine di un significativo percorso di preparazione – hanno trovato nei membri del Consiglio permanente riscontro attento e piena disponibilità”, viene sottolineato nel comunicato. Per i vescovi, “la Settimana sociale ha consegnato una novità di metodo – secondo i quattro registri comunicativi della denuncia, delle buone pratiche, del racconto e delle proposte – che, a sua volta, impegna una conversione culturale”. Per questo, è necessario “il potenziamento in tutte le diocesi della Pastorale sociale, intesa come mezzo e fonte di evangelizzazione, in raccordo stabile con la Commissione del laicato, la Pastorale giovanile, la Caritas”. Dai vescovi poi l’indicazione per un “rilancio deciso del Progetto Policoro e del Progetto Cercatori di LavOro” così come per “la promozione di forme di coordinamento della presenza dei cattolici in politica, al fine di dare risposte comuni ai problemi vitali delle persone e della società”.
Nel corso dei lavori del Consiglio permanente spazio anche ad “un’informativa relativa alle diocesi colpite dal terremoto nel 2016, quale segno di condivisione con le sofferenze di famiglie e comunità, oggi alle prese con le difficoltà legate all’avvio del percorso della ricostruzione”. Ai vescovi è stata presentata la funzione di dialogo con le Istituzioni svolta dalla segreteria generale della Cei che “ha portato già all’indomani degli eventi sismici alla firma di un Protocollo d’intesa e all’istituzione di una Consulta e di un Tavolo di lavoro tecnico”. “Alle diocesi – prosegue il comunicato – è stata riconosciuta la possibilità di porsi come ‘enti attuatori’ su chiese ed edifici di culto di proprietà degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, di interesse storico-artistico”. “È stato osservato come tale passaggio sia gravoso di nuove responsabilità” e “i vescovi delle zone direttamente coinvolte confidano che le nuove regole possano consentire di affrontare la riapertura delle chiese nel modo più celere, assicurando la restituzione alle comunità di luoghi di culto e di incontro”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia